Breve esortazione alle truppe

Amici! Fratelli! Siate pronti alla guerra!
Non dimenticate il giuramento da voi reso
di non lasciar avversario camminar su questa terra!
La vittoria vi accompagni e del dolore sia leggero il peso!

Le storie del Conilietto - Episodio 6 (A traditional Christmas Tale)

Era il santissimo mattino del giorno della santissima Vigilia del Santissimo Natale, in cui il mondo intiero ricorda la nascita di Gesù scambiandosi tonnelate di regali inutili.
Il Conilietto, come sempre sotto le feste, si sentiva più di buona volontà del solito ed aveva così deciso, dopo tanto tempo, di andare a trovare un suo fraterno amico: Pischino de Pischellis, abitante in via Aristide G. 116 (perchè il Conilietto – l'avrete capito – è un tipo così: pieno di amici sparsi per il globo che non vede da tanto tempo!).
Ma presentarsi dal suo amico senza nemmeno un regalino da scambiare non era cosa da lui, membro responsabile della socialità. Decise così di dirigersi al vicino centro commerciale “Il tempio del consumismo” nella grande radura del Bosco. “Gli comprerò solo una sciocchezzuola” si disse, “dopotutto quel che conta è il pensiero!” Il nostro piccolo, tenero eroe uscì dal negozio solo a notte fonda portando due tonnellate e mezzo di regali in un pratico carrello elevatore made in cìaina, che aveva trovato al reparto “fai da te” ed al quale non aveva saputo resistere. Era davvero soddisfatto dei suoi acquistini.
Fatti alcuni metri nel mega piazzale del parcheggio però... il dramma! Una delle rotelline si bucò. Dopo aver sperato per tre quarti d'ora nel magico intervento di Babbo Natale, in preda alla più nera disperazione, il Conilietto si decise a scendere.
Da vero imprudente mise però una zampina sulla sede stradale senza troppo badarci; ma proprio in quel preciso momento sai chi stava facendo le sgommate nel mega piazzale del parcheggio del “tempio del consumismo”? Braaavo! La Motorella! Che travolse il Conilietto smembrandolo in tanti minuscoli pezzettini. Come può succedere solo in un racconto natalizio, quasi per magia o per volere divino, le interiora del Coniletto si andarono a disporre come festose decorazioni sugli abeti che cingevano il mega piazzale del parcheggio creando la tradizionale atmosfera natalizia che tanto piace e commuove grandi e piccini.
Allora arrivarono: il Ricetto, il Pittone e lo Scoiattolino, la Mucca Bislacca, la Moffettina, la Rana Allucinogena ed il Bradipo Psicotropo che dopo aver cantato “We Wish You a Merry Christmas” in onore dello Spirito Natalizio, ci dissero a quello della Motorella: "Furfante, brigante, 'ssasino!!"

Aria di provincia

In un punto qualsiasi del tempo.
In questo punto, fatto d'attese
si concentra la vostra vita
schiacciando i momenti uno sull'altro.

Vi perdete nel darvi importanza,
nel cercare l'approvazione spicciola
dei vostri simili: il farmacista, il parroco,
il sindaco, l'insegnante, il tabaccaio.

Passano le macchine, voi non sentite la fame.
Ma io avrei voluto conoscervi allora
nella vostra età più limpida.

Mi sareste sembrati fatti di più verità
ed avrei sorriso nel sentirmi
a tempo anche io con i vostri pensieri.

L'alternativo è tuo papà!!
(storiella prenatalizia)

Da quanto tempo, signorina! ...E guarda il signorino con il suo cashmerino, la camicetta da impiegato del mese, la sua barbetta inutile... Sei cresciuto troppo in fretta e la faccia è rimasta di bambino! Andate a fare spese? ...Che strano... ne parlavi tanto male un anno e mezzo fa di queste coppiettemanonellamano che girano per il centro città... Ma ora pare che la tendenza sia: il posto all'università, cenare al messicano con le amiche e parlare delle novità in tivì.
Sei un po' cambiatella, sai? Mi ricordavo un sorriso più... sorriso... meno... smorfia...

Io me

Siamo alle solite! Uno pensa di aver capito tutto ed invece non ha capito NIENTE!! Anzi si agita ancor più stupidamente perchè VUOLE, insomma sì, gli sembra proprio di fare il suo meglio (ma anche un po' di più, eh!) e che il suo VOLERE debba far realizzare le cose per magia! Perchè lui lo VUOLE! Invece si sta solo agitando nella melassa, peggiorando la sua situazione, quel bel tomino barocco! Fa solo i gesti più faticosi ed inutili, disperde energia invece di concentrarla! VOLERE VOLERE VOLERE! Solo annebbiarsi la vista senza riconoscere la giusta strada da fare. Ma che fai? Perchè ti agiti? Hai tutto, devi solo lasciare che le cose vadano da sé e guardare ciò che è vivo davvero. Lasciar scorrere tutto. Possibile che si debbano sempre fare almeno tre passi indietro prima di accorgersi che la direzione è sbagliata?
Ma anche arrabbiarsi a che serve? A nulla. Meglio riprendere a lavorare.

Venerdì 7 e sabato 8 dicembre 2007
Teatro Verdi di Codroipo (Ud) Ore 21

CORTOCITTÀ 2007
La rassegna alla portata di tutti!

Due intere serate da trascorrere insieme , durante le quali verranno proiettati i cortometraggi selezionati da Flabby Face - Cinema & Teatro tra quelli partecipanti al concorso.

Cortometraggi che ci stupiranno senza grandi effetti speciali, ma con la capacità di trasmettere messaggi ed emozioni in un tempo breve.

Piccoli assaggi di svariati generi, dalla fiction al documentario, dall'horror al comico, con uno stile asciutto e del tutto particolare.

Un'occasione per dare visibilità agli ottimi prodotti di giovani videomakers provenienti da tutta Italia (e anche dalla Spagna) e a un genere, quello del cortometraggio, che purtroppo non sempre ottiene il risalto che merita.

Per chi non si accontenta del solito programma!

Venerdì 7 e sabato 8 dicembre 2007
Teatro Verdi di Codroipo (Ud) Ore 21
Ingresso gratuito

Falsità di falsità, tutto è falsità

In fondo è buffo, perchè per parlare di sé uno mente sempre... Non bisognerebbe dimenticarlo “l'artista quando parla di sé mente sempre”. Cioè quando ti sembra dirti chi è si nasconde di più, ti depista, mentre quando sembra dirottarti su altro, là si mette più in gioco.
Più in generale nella vita quanto uno più si confessa a cuore aperto tanto più è travestito. Perchè anche a voler essere sinceramente sinceri, cioè addirittura fare uno sforzo per non recitare una parte (come invece facciamo tutti, sempre), uno ti racconta la “sua” storia, quello che è successo a lui, come lui l'ha vissuto, quindi comunque da una prospettiva falsata
Mentre quando uno si inventa una storia, scrive una cosa fingendo che gli sia capitata, ecco allora è sincero perchè descrive da terzo ciò che uno vede da terzo.
Quindi non credetemi quando parlo in prima persona, quando sono sincero. Credete a tutto ciò che mi invento, a quello che non avendo il mio aspetto più mi somiglia
Quindi neanche a questo.

Errori (e)voluti

Perchè non c'è mai la soluzione giusta
Alle mie richieste restate inevase
per ore giorni mesi anni
sembra che ogni cosa abbia il suo tempo
tempo lungo che condanna

Padova è distratta
spengo ora non ti chiamo
tanto so che non soffrirai
perchè non hai sentito che ti pensavo
che ti volevo parlare
pensavo che sentissi i miei pensieri
mi sembrava di urlarli a momenti
temevo
ma a nulla serve il temere
quando è così vuoto
da non sfiorare nemmeno i tuoi contorni
torno al mio pallore di non morto
mi guideranno altri fuochi
si fatica molto di più a credere
alla realtà che alla fantasia

Dove non v'è certezza


L'Arte in sé conserva da sempre intatto il suo potere.
L'Arte è un bene di primaria necessità nella nostra società.
L'Arte non ha bisogno di nessuno; tutti hanno bisogno dell'Arte.
Voglio cercare il contrasto come generazione
quanto concerne l'umano
rovesciarmi ogni volta per non morire
chi si ferma è perduto

Il pubblico non è una massa.

Voglio cercare la Bellezza.

Stato di grazia

Grandi gocce di pioggia
grandi uccelli preistorici che planano
balene ballerine

Se sei sbilanciato non lo puoi mai avere

(Si racconta che ci sia stato un tempo in cui ogni forma di vita era e viveva in armonia con tutte le altre)

Se sei sbilanciato puoi cadere

Tre rose di merda
(ovvero Poesia del Momento)

Voglio semplicemente fottermi di tutto
fottermi di tutti
fottervi tutti
in sedicesimi di tempo che non conterò
da ora
e se ti presenterai ancora
mia diva
stringerò la tua mano
ma prima devo disintossicarmi

Uno nemmeno ci pensa

E' stupefacente pensare a cosa accade col tempo.
Io a un giorno.
Io a un mese.
Io ad un anno.
Io a tre anni.
Io a dieci anni.
Io a diciotto anni.
Io ora.
Eppure sono sempre io. Eppure sono sempre diverso. E non ritorneranno più quei me. Sono vivo e sono ricordo nello stesso medesimo istante. Che è già ricordo.
Tutti quei corpi in cui ho vissuto sono questo stesso corpo, ma sono anche altri corpi. Quasi estranei a momenti quando non ho saputo capirli, quando non ho saputo capirmi.
E' un mistero così indecifrabile ma così vicino, tanto vicino che il più delle volte uno nemmeno ci pensa (pensarci troppo non deve fare neanche bene). Uno nemmeno ci pensa allo scorrere del tempo (non vuole pensarci, certo). E' dura pensarci.
Uno nemmeno ci pensa che da quando ha aperto gli occhi la prima volta respira. Sempre! Ed il cuore gli batte nel petto. Sempre!
Nemmeno un colpo sbagliato!

Un fiore un fiore un fiore

Completa è l'armonia delle cose che vivono crescono

Vorrei essere una di loro
un fiore
una pietra
ha memoria?
sente?
ha ricordi?
è io?

(Eppure niente nel creato gli sta alla pari)

completarmi io bramo

Un fiore un fiore un fiore

Vorrei farla finita con
le convenzioni umane

"Così tante cose da fare e così poco tempo!"
Jocker in Batman (1989) di T. Burton
Icai (Istituto della Commedia dell'Arte) e Associazione Ubik presentano











Conviene che si volga ad Oriente
da "La sposa persiana" di C. Goldoni
drammaturgia e regia
Gianni De Luigi

Auditorium Santa Margherita
Campo Santa Margherita
Venezia

Lunedi' 15 ottobre 2007
ore 20.30

Allora diamoci da fare - Esempio 1

















Allora diamoci da fare, dico io!
Ed infatti subito mi viene dato un onesto motivo di incazzatura!
Premetto: in molte città nel mondo è in corso una lotta alla pubblicità invadente, che occupa ogni spazio della nostra vita, ogni spazio fisico del nostro paesaggio. Ad esempio a San Paolo del Brasile il sindaco ha pensato bene di togliere tutti (TUTTI!) i cartelloni e le insegne pubblicitari (prego controllare). Finalmente si respira.
Invece vicino a casa mia ecco che come funghi compaiono gioiosi cartelloni 3x6... e siamo solo l'ultima provincia dell'impero!
Allora io scrivo al mio sindaco, voglio spiegazioni!
Non voglio altra m****!

Il vento

Fruscia alle fronde
le sue domande
ma non conosce
le risposte


non può fermarsi
ad ascoltare


Ho conosciuto un ragazzo che si chiama Ernesto

















Stasera ho conosciuto un ragazzo che si chiama Ernesto. E sono felicissimo. Perchè mi ha dato la speranza che le cose possono cambiare, se davvero ci credi, se davvero ti impegni a farlo. Lui c'è riuscito e senza essere chissacchì. Allora anche noi se vogliamo possiamo farlo e rimettere in sesto il nostro Paese.
Tutto è nelle nostre mani.

Mentina?

Confesso. Non sono riuscito a resistere per tutta la puntata, perchè ad un certo momento la rabbia si è fatta insopportabile.
Spiego: Matrix di ieri sera. Argomento: politica debole e la satira. Ospiti: Neri Marcorè, Enrico Lucci, Dario Ballantini e Gabriella Germani (Eh?! ...si, lo so, non ci credo neanch'io! Ma cosa ne sanno questi?).
Il gioco è stato confondere ancora di più le acque, condito dalla visione di sapidi spezzoni dei suddetti. Spiego: LO SFOTTO' NON E' SATIRA! E questi imitatori questo fanno: semplice sfottò, che compiace lo sfottuto (Marcorè ha addirittura dichiarato che Gasparri gli ha fatto i complimenti. A questo punto fossi in lui mi farei delle domande) e non dà fastidio a nessuno. Quelli che danno fastidio infatti pagano in prima persona. Quindi gli ospiti non c'entravano una fava, gli spezzoni nemmeno. Non si è parlato affatto dell'argomento, ma di altro, spacciandolo per l'argomento. E questo è terribile!

Le storie del Conilietto - Episodio 5

Era un'altra di quelle giornate che il Conilietto non sapeva cosa fare.
Ma come aveva promesso ad una sua amica - anche quel giorno come tutti i giorni nel Bosco - doveva vivere una delle sue simpatiche avventure che tanto dilettano grandi e piccini. (“Che amica rompipalle che c'ha 'sto Conilietto?” Direte voi... Beh... Avete ragione!)
Così solo per il sollazzo popolare decise di uscire dalla sua tana e di valutare quello che la vita gli avrebbe messo davanti al suo musetto rincagnato.
Zompetta zompetta se ne andava allegramente in giro per il bosco; ogni tanto salutava un passante casuale, chessò il Bradipo Psicotropo, ad esempio, mentre non salutò la Rana Allucinogena, che dopo i fatti poi ribattezzati dalla stampa come “il festino della Mucca Bislacca” aveva tolto il saluto (quel viscido non l'aveva invitato!)
Stava sempre zompettando quando cominciò a piovere: “Governo ladro!” Esclamò il nostro eroe conservando il suo proverbiale aplomb.
Camminava in fretta in fretta cercando di riparare le sue orecchie a punta con le tenere zampine quando a meno di un metro da lui ( ...momento suspence... ) si scaricò a terra una folgore che l'avrebbe di certo incenerito se, grazie ai suoi riflessi felini (cosa straordinaria essendo lui un Conilietto, appunto) ed al suo fisico tonico, non avesse scartato di lato spostandosi dal marciapiede dove si trovava finendo sulla sede stradale.
Ma fu una reazione imprudente: perchè proprio in quel momento, sai chi passava? Esatto! La Motorella!! Che travolse il Conilietto dilaniandolo in tanti minuscoli pezzettini. Allora arrivarono: la Sanguisughina, il Pittone, lo Scoiattolino e la Moffettina che ci dissero a quello della Motorella: "Furfante, brigante, 'ssasino!!"

L'abito non fa il monaco! No!

- Intro edificante e distensivo -
"Accostate a destra!"
"Ok..."
"Accostate a destra, dio p****!"
- Fine dell'intro edificante e distensivo -

In sei su due macchine coi lampeggianti accesi per fermare noi che siamo pure in ritardo e la cosa più pericolosa che abbiamo in macchina è un martello di gommapiuma?!
Questo aumenta il mio senso di sicurezza!
"Scendente!"
A Lele lo perquisiscono a me no.
"Dove andate? Macchina un po' rovinata, eh?!" Un sorriso beffardo sul volto di tutti e sei.
Questi sono convinti di aver fermato i capi della mala padovana?!?
"Ma andate in giro con la macchina ridotta così?!"
Effettivamente questo è un po' un catorcio, ma cosa vuol dire? Finché non è pericolosa uno può andare in giro con la macchina che gli pare?
"Documenti!"
Il più giovane si preoccupa di noi, gli altri ora sono distratti da due pericolosissimi pedoni che hanno probabilmente l'unica colpa di passare di qua in questo momento.
"Ma dove andate con 'sta macchina da albanesi?"
"Siamo attori, oggi recitiamo a Fiesso..."
"Ma andate in giro con 'sta macchina?"
"A me va bene, abito in campagna..."
Il poverello sbianca a leggere il nome di Lele sul documento. Ora si ride.
"Scusi, ma il suo è un nome nobiliare?"
Ma che ti frega?!
"Sono conte..."
"Di dove?"
Ma che ti frega?!
"Vicenza..."
"Avete molte proprietà?"
Ma che ti frega?!
"Campagne attorno alla città..."
Ora ci lascia andare. Ma prima una preziosa raccomandazione
"Sì, ma anche voi, andate in giro con 'sta macchina da albanesi, certo che vi fermiamo..."

Mondo interiore e forme esteriori

Il viaggio e la città: scritture tra Mestre e Venezia

Sabato 23 settembre 2007
ore 17
Mestre, Torre Civica

Gli attori della compagnia dell'Istituto della Commedia dell'Arte Internazionale Camilla Bombardini, Ilaria Pasqualetto, Francesca Sarah Toich e Giacomo Trevisan
leggono testi di G. Cameri, F. D. Fusella, C. Moldi Ravenna e G. Prestigiacomo

...Chi può, venga!

Vorrei tu fossi già ricordo

Avvengono cose costruttive e cose distruttive
Questa è stata distruttiva

Ora ritorna al punto di partenza
vorrei tu fossi già ricordo

(Voglio fare a pugni
spaccare qualche cosa
spaccarmi qualche cosa
prenderle a sangue
poi veder guarire le ferite
finire di stare male)

Il freddo di questa notte
aiuta a capire dove sono
per lanciarmi in aria

Anche se sono convinto
che il sole mi farà bene

Avvengono cose costruttive e cose distruttive
Questa è stata distruttiva

Nell'acqua perso
potrei recuperare
la forma che mi ero dato
ma dovrei cercare
la disciplina

Gesungen

Le mie relazioni sono tutte figlie dell'Assurdo
Non coltivo amori convenzionali
Devo cercare di non innamorarmi di ogni ragazza
Per quanto bellissima come te essa sia
Sono belle nelle loro brillanti intarsiature
Fatte di tutto ciò che non ci si aspetta
Fatte del fatto che non mi va affatto
d'essere sempre pronto a sopportarti
A spostare tutti i miei interessi
Ci sono mai riuscito ad essere convenzionale
Nemmeno nel firmare le mie stesse convenzioni
E convinzioni personali
Dovrei forse cercare di allinearmi a quello che mi si richiede
Scombinando tutti i miei piani
Ed il mondo me ne sarà grato in aeternum
Primo non farei mai un simile sforzo di interpretazione sono pigro
Secondo non mi interessa
Amo fare il presuntuoso alle spalle di me stesso
Cosa di cui si preoccupa sempre Qualcuno
Amo prendermi in giro
Amo interpretarmi in tutti i miei personaggi
Nello sforzo di apparire convenzionale
Scavo nella polvere quanto sforzo
Non mi andate a genio e non voglio proprio farci nulla
Mi voglio tanto tenere così
Che a parte essere come sono non sono stato mai
Evito di essere falso se posso

Quando saremo persone migliori


Ciò che c'è di peggio, sicuramente, è la maleducazione. Non è difficile capire che ogni nostra azione si ripercuote sulla vita degli altri. Eppure c'è chi non lo vuol vedere. Non riesce a vedere poco più distante del suo naso.
Così situazioni risolvibili semplicemente con la buona educazione sono rovinate da una eccessiva e fastidiosa maleducazione. Non costa nulla fare una telefonata per spiegarsi, ancor meno mandare un sms.
Più in generale bisognerebbe sempre essere sinceri. Con gli altri e con se stessi.
Tutto poi è più semplice.
Nella quasi totalità dei casi le persone più adatte a fare certi discorsi sono anche le persone meno adatte a fare certi discorsi. Ad esempio quando vorresti confrontarti sul tuo stato di innamoramento, quale persona può essere migliore di un tuo ex? Eppure essa è anche la persona peggiore per fare un tale discorso.
Se vuoi conforto spesso lo vorresti proprio dalla persona che più ti ha fatto stare male? Eppure essa è anche la persona peggiore per darti un tale conforto.

Ocean Without a Shore


Mi risveglio dal letargo di una parentesi depressiva...
Ultimamente ho visto in giro parecchie cose brutte (ma che dico, orrende!) di cui non farò menzione per non deprimere chi potrebbe leggere questo post.
Ieri (spero) si è bloccata la tendenza.

Ocean Without a Shore è un'opera magnifica! (E non sono esagerato, chiunque possa la visiti e mi dica) Così magnifica che è difficile parlarne (Quindi diffidate delle ennesime farneticazioni che seguiranno:)
Non si tratta di un'opera di cui si può dir tutto perché non dice niente.
Ocean Without a Shore dice realmente tutto!
L'idea che anima l'installazione di Bill Viola (approfondite, approfondite che ne vale la pena!) è quella della presenza dei morti nella nostra vita, ma non pensate a qualcosa di patetico.
C'è da commuoversi.
Fantasmi, un muro d'acqua come limite fra i due mondi, persone e vissuti diversi resi vivi da una ripresa lucida e semplice nel rallentato che anima il gioco di sguardi fra i personaggi che mano a mano di presentano al pubblico ed il pubblico stesso. In più la cornice della chiesetta di San Gallo crea l'atmosfera di raccoglimento di un'incontro con l'aldilà o con i nuovi santi che queste presenze sembrano rappresentare, santi quotidiani e vicini a chi è ancora su questa terra.
A tutto questo si aggiunge quello che ognuno porta con ed è questa la grande forza dell'opera, portare lo spettatore ad interrogarsi sulla sua posizione, suscitare i suoi ricordi e per questo porlo nella condizione di potersi (ri)pensare.


Ocean Without a Shore
Bill Viola
Venezia, Campo San Gallo (San Marco) 1103 (30124)orario: 10-18, chiuso lunedì

L'ape

(Un'altra storia vera per niente originale... ma vera!)


Non sa vedere vie d'uscita se non sbattere le ali contro il vetro
oltre al quale vede la realtà ma che non sa superare
eppure l'altra anta della porta è spalancata
basterebbe qualche centimetro in più e sarebbe Libertà

La città dorme

La città finge di dormire. Perché così le hanno insegnato che è bene.
Ma non riesce a dissimulare il suo respiro, troppo sincopato.

I belive in the Treaty

Hai portato via qualcosa con te?

Ora non riesco a pensare ad altro che
tu non ci sei.

Se non perdi
non puoi ritrovare.

D'un Canto

Quando un attimo di metallo ti colpisce
aria stravolge tutto
e Rosso ricominci da metà
dove non pensavi
d'essere arrivata in respiri brevi
sparisce il Bianco passato

Le storie del Conilietto - Episodio 4

Che erano ormai moltissimi anni che il Conilietto non si prendeva nemmeno mezza giornata di vacanza, assorbito dal suo impiego a tempo pieno di parassita della società del Bosco.
Ma quel mattino si sveliò dai postumi della nottata più baldanzoso del solito e si disse: “Porc... questa volta è stata pesante!”
Per rilassarsi decise così di andare a trovare la sua cara zietta Demenzia ritiratasi da un cierto periodo in completa solitudine in una nota località marina che fa rima con “ano”. Coniugando così il relax ad una buona azione, come non gli accadeva da tempo, partì l'eroe di grandi e piccini.
Si incamminò per la strada e zompetta zompetta arrivò fino alla megarotondella, splendida e visionaria idea di Alzalatrava, un urbanista con dei problemi.
Era ormai arrivato che aveva da attraversare solo la megarotondella per andare dall'altra parte; molto prudentemente guardò a destra, poi a sinistra, poi di nuovo a destra e vide che non ci era nessuno. Sporse una zampina sulla sede stradale, ma proprio in quel preciso momento sopraggiunse, sai chi? La Motorella! Che travolse il Conilietto smembrandolo in tanti minuscoli pezzettini. Siccome che si trattava di una megarotondella la Motorella ci passò più e più volte sui martoriati brandelli del Conilietto che nel frantunque sospirava, evidentemente ormai preda del profondo delirio: “Indirrò uno sciopero fiscale e allora vedremo chi c'ha ragione!” E spirò.
Allora arrivarono: il Ricetto, il Pittone e lo Scoiattolino con sua cugina (guest star dell'episodio!) la Moffettina che ci dissero a quello della Motorella: "Furfante, brigante, 'ssasino!!"

Stare soli (come l'uomo del faro)


Per quanto io mi opponga o mi agiti pateticamente sembra sia stata emessa nei miei confronti una disposizione secca, precisa, stringente (spero transitoria). Stare soli.
Stare soli come l'uomo del faro.
Stare soli perché pare non si possa fare altro dopo un lungo periodo di compagnia. Voci mi dicono addirittura che fa bene. Stare soli come sono costretti a fare in tanti nell'afa d'agosto. Neanche un cane con cui parlare. Ma il mio star solo ha una sfumatura diversa – accidenti! – e non mi va giù.
Pare (oltretutto) che si debba anche imparare a stare soli. Come fosse una particolare pratica. (Ed effettivamente – a rifletterci – io non la ritengo una cosa naturale.)

Dicono che bisogna ritrovare l'equilibrio. Ma io sono equilibrato, mi sento molto equilibrato! Ad esempio vorrei essere quel tizio romantico che muore per amore! E poi struggermi, mentre ti penso nelle notti in cui non dormo e mentre ti sogno nelle notti in cui invece riesco a prender sonno. Perché mi occuperesti tutto: nel respiro, in quello che mi sta attorno, dentro e fuori.
Lasciami cadere ai tuoi piedi, lasciami baciare ogni centimetro della tua pelle!
Lasciati adorare!
Qualunque tu sia!

Dunque ricominciare da capo, abbiamo detto. Ma con chi parlerò ora?
Eppure bisogna imparare a stare da soli. E così ricomincio da capo. Dico io.
Ricomincio da capo: non devo fare nulla ora, perché è uno di quei momenti in cui devi solo lasciarti cullare dalla corrente. Farà tutto lei. Caro e vecchio Mondo. Cara e vecchia Vita.
Così.
Ricomincio da capo. Anche se non vorrei.
Inutile agitarsi tanto non ne caverò nulla di buono. Ma – dico – mica è così facile!
Speriamo almeno duri poco. Perché io non voglio!

Non lo capisco

Non lo capisco. Mi sforzo in tutti i modi ma non riesco a capirlo:
a) Perché esistono i giornali sportivi?
b) Perché la gente li compra?
Potrei accettarlo se lo sport conservasse ancora quella sottile patina di mito che aveva un tempo, se conservasse l'idea dell'uomo che cerca di superare se stesso, di oltrepassare i suoi limiti eccetera eccetera*. Sarebbe tutto molto bello.
Ma oggi che senso ha comprare un giornale che parla (a lungo, troppo a lungo!) di drogati di professione? Perché farsi deliberatamente prendere per il naso leggendo di campagne acquisti, partite o ingaggi che a te non ti cambiano di certo la vita? Perchéééé?
Ammetto. Anch'io sono stato un piccolo tifoso. Ma dopo uno cresce e cerca favole diverse.
Magari sulla terra c'è una Vita Vera di cui sarebbe bene interessarsi, esiste una Realtà che non è il numero degli zeri del conto in banca di uno che non ti telefonerà mai per consolarti il giorno che ti va storta una cosa. Quindi perché preoccuparsi di lui?

* Certo, ad essere completamente obiettivi, per quanto riguarda la competizione sportiva in sé, bisogna riconoscere che, dal momento che tutti si drogano, la situazione è riequilibrata; magari su un altro piano, però riequilibrata.
Sarebbe più corretta una gara a chi si droga meglio. Almeno regolamentiamola dico io!


Infine un appello a tutti quelli che oggi hanno comprato o letto “La Gazzetta dello Sport”: SMETTI ORA, SUBITO, QUEL VIRUS ROSA TI AVVELENA IL CERVELLO!
RISPARMIA QUELL'EURO GIORNALIERO E A FINE SETTIMANA COMPRATI UN LIBRO!
NON ASPETTARE DOMANI, POTREBBE ESSERE TARDI!!!

Niente accade per caso





Odio sentirmi dire: "Cosa fai in questo periodo?" come è successo durante tutta l'ultima, settimana perchè è circa un milione di anni che non vedi gli amici. Vorrei poter chiedere subito: "Hai qualcosa di esaltante da dirmi? Hai scoperto qualcosa della Vita? Sei felice?"


In un sms si può costruire una sequenza di massimo 32 caratteri digitando a caso (almeno sul mio cellulare, ho fatto la prova).

E' stupendo sentir fischiettare la commessa della libreria.

Amore disattento

Sei il mio Amore
dolce
distante
disattento.

Ho cercato di farci guidare
dalla forza più semplice dell'Animale
attaccato all'idea di un bell'amore
pieno di Vita e di Bellezza
come te.

Ma è arrivata
alla fine
la Fine.

Suoni naturali


Agli albori della musica elettronica alcuni studi di registrazione tedeschi dichiararono di essere riusciti a ricreare perfettamente tutti i suoni emessi dagli strumenti naturali, per di più migliorandoli. I musicisti tentarono le prime composizioni e le prime esecuzioni sfruttandoli.
Si accorsero presto che quei suoni creati in laboratorio erano tutti caratterizzati da una sorta di uniforme sterilità. Analizzarono, allora, i suoni prodotti da clarinetti, flauti, violini in carne e ossa e notarono che ogni nota conteneva una dose molto elevata di puro rumore: lo sfregamento dell'archetto o un misto di respirazione e rumore dell'aria nel legno.
Per un purista quello era soltanto un suono sporco, ma i compositori si sentirono di dover creare uno sporco sintetico per rendere più vitali le loro composizioni.

Pensai

Salii sul treno e mi sedetti come avevo fatto quella stessa mattina, vicino al finestrino, per guardare fuori il sole che ora si preparava a nascondersi ai nostri occhi: quanto poteva essere dura la vita sulla terra?
Ogni età pensai ha i suoi dolori, i suoi pensieri, le sue preoccupazioni: tutte ugualmente difficili da sopportare e superare; un adulto può ridere dei problemi di un bambino, ma per il bambino il problema anche se piccolo è la realtà, e vivere dentro un problema non è bello, mai. Ricòrdatelo la prossima volta che qualcosa ti affligge, nessun problema è più semplice da superare di altri, anche se ciò può sembrare nella memoria; né da piccoli né da grandi ci troviamo di fronte a problemi semplici: sembra che crescano insieme a noi.
Il treno cominciò a rallentare e sferragliò frenando alla mia stazione; scesi meccanicamente, andando a riprendere la bici; pedalai lentamente verso casa, al contrario di come avevo fatto al mattino, ora guardavo le cose attorno come fossero diverse: il velo del mio eterno amore era svanito; qualcosa si muoveva dentro e mi spingeva a desiderare di cambiare.

(Maggio 2001)

Photo Credit: Pensiero via Compfight cc

Selezione CortoCittà

Flabby Face - Cinema&Teatro
Circolo Culturale Lumiere
Comune di Codroipo

Presentano

Selezione CortoCittà
Una serata per rivedere alcuni dei cortometraggi più belli presentati nelle prime quattro edizioni della Rassegna Indipendente CortoCittà

Codroipo (Ud)
Giardino della Biblioteca "don G. Pressacco"
Venerdì 3 Agosto 2007
ore 21.00

Ok, oggi deliriamo!

Perchè l'uomo è sulla terra? Realmente perchè? Cosa spinge la gente ad alzarsi ogni mattina? Andare a lavorare, risponderanno i più. Ma realmente per cosa è fatto l'uomo? Lavorare e basta? Rirpodursi e basta?
L'uomo ha un compito?
Forse la terra è la punizione.

Photo Credit: Carson Hart via Compfight cc

Come se avessimo bisogno di profezie


Siamo poi così sicuri di voler sapere qualcosa del nostro futuro?
Ieri ho fatto un test per sapere la data della mia morte. Oggi la data è cambiata. Come in "Ritorno al futuro".
Sono poi così sicuro di tutte le scelte che faccio ad ogni passo? No, certo che non sono sicuro. Affatto. Anche se sono bravo a farlo credere. E' bravo Kurt.
So di sentirmi completamente stupido ed inadatto stanotte perchè penso a tutte le occasioni che mi lascio sfuggire. Perchè lascio che le mie gambe tremino.
Come davanti ad una bella donna. Come oggi. Mentre il suo profumo restava ad accarezzarmi ancora per un attimo prima di perdersi nel vento del lungomare.
Potrei fermarli tutti quegli attimi. Stringerli nel mio pugno. Forte.
Bravo Kurt!

Doveva pur ingannare l'attesa


La sua cena era triste. Come lui, d'altronde. Una piadina ed una coca. Consumati nell'angolo più caldo di quel locale angusto. L'angolo più caldo. E che ad ogni boccone si surriscaldava di più. Si sentiva solo. Era solo. Concretamente. Glielo ricordava ogni boccone inghiottito. La piadina finiva morso dopo morso. Come finiscono tutte le cose. A dirla tutta, quella che doveva essere la sua cena, nemmeno riusciva a fargli sentire lo stomaco un po' pieno. Perché in realtà, a dirla proprio tutta, non aveva neanche voglia di mangiare. Ma doveva pur ingannare l'attesa.
Il vassoio di carta ora era vuoto. Uscì fuori. L'aria ferma di quella metà estate era un forno. Ma a lui sembrò più fresca. "Merito della piadina" pensò.
Guardando in alto, nonostante fossero già le nove di sera passate, il cielo era ancora illuminato d'azzurro.
Così rimase a fissarlo.

Photo Credit: mausfabrick via Compfight cc 

Un processo di nemesi - Villain

...non ho resistito!

Your results:
You are Dr. Doom
Dr. Doom
62%
Apocalypse
61%
Juggernaut
56%
Lex Luthor
52%
Dark Phoenix
50%
The Joker
46%
Magneto
41%
Mr. Freeze
37%
Green Goblin
36%
Venom
36%
Kingpin
35%
Poison Ivy
33%
Catwoman
29%
Riddler
28%
Mystique
28%
Two-Face
16%
Blessed with smarts and power but burdened by vanity.
Click here to take the "Which Super Villain are you?" quiz...

Necessità d'ordine

Credevo che l'esperimento
dovesse riuscire al primo tentativo.

Tutto invece funzionerà
se sarò pronto
a riempire i vuoti
come Acqua.

39. Biennale di Teatro di Venezia

Goldoni e il teatro nuovo
Campus Universitario Internazionale

Conviene che si volga ad Oriente
drammaturgia e regia
Gianni De Luigi

Magazzini del Ferro
Arsenale di Venezia

Lunedi' 23 luglio 2007
ore 20.30

Papaveri come me

I papaveri crescono
a lato della strada
d'asfalto

Io sono come loro


Se mi strappi ricrescerò

Anche nello smog
conservo il mio colore
sangue

Via i senza talento!

Su "A" di questa settimana Valeria Golino rilascia una succosa intervista nella quale dichiara: "Che Paese è questo? Interessa solo il gossip e quelli senza talento proliferano!"
Un vero e proprio sfogo sulla situazione sociale e culturale italiana, a mio parere, compelatamente condivisibile.

Bisognerebbe davvero fare piazza pulita di questi dilettanti dello spettacolo.

Cominciamo da Scamarcio?

Unica chiesa in unico stato confusionale

« [...] La Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa Cattolica. [...] La parole "sussiste" può essere attribuita alla sola Chiesa Cattolica [...]»
Congregazione per la Dottrina della Fede dal documento «Risposte e quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la dottrina della Chiesa»

Mi domando se hanno anche intenzione di depositare il brevetto!
Ogni giorno ne inventano una nuova!

I ragazzi di oggi (parte 2)

Come qualcuno mi ha chiesto, questa la risposta del sig. Di Felice (vedi post del 5 luglio):

Ha ragione, non tutti gli adulti e giovani sono uguali.
E' il mondo che è sempre lo stesso.
Saluti


Breve e coinciso.

Coincidenze e fraintendimenti

Un colpo
Dritto al cuore
Farà male?

Spero in ciò
Che sento di buono
Sulla tua pelle

Leggerò
I tuoi occhi
Il cielo e il mare

Ricerca

Vorrei colare il mio corpo
in forme nuove.
Riuscire ad essere di più,
più cose.
Non vorrei avere una voce
ma tutte le voci,
non un corpo
ma tutti i corpi.

I ragazzi di oggi


Oggi il Corriere della Sera pubblica nella pagina delle Lettere questa:

La mia generazione è cresciuta con le storie della cicala e della formica e quella dei tre porcellini. La morale era: se sei serio e lavori le cose andranno bene. Adesso i ragazzi crescono con le storie di Fabrizio Corona e vallette varie e la morale è: se sei furbo non serve lavorare. Aspetto con curiosità di vedere cosa succederà quando i ragazzi della generazione del "Grande Fratello" prenderanno i posti di comando nella Società!
Roberto di Felice

Gli ho risposto così:
Gentile signor di Felice,

sono Giacomo, ho 24 anni, una Laurea Triennale in Italianistica, al momento sono iscritto al primo anno della Laurea Specialistica in Discipline Teatrali presso il DAMS dell'Università di Bologna che frequento con profitto; contemporaneamente lavoro in campo teatrale fra Padova e Venezia (il teatro è la mia grande passione); da sempre sono impegnato nel sociale, nella vita della mia comunità (sono di origini friulane) e del mio Paese; cerco di interessarmi a tutto: dall'Attualità alla Cultura, dall'Arte alla Politica. Vivo.

Oggi mi è capitato di leggere sul Corriere la Sua lettera. E mi ha fatto riflettere.

No, signor di Felice, non Le permetto di parlare così!
La sua visione della realtà mi appare piuttosto miope.
Lei dice di aspettare con curiosità di vedere cosa accadrà quando la mia generazione prenderà i posti di comando della Società?
(Per inciso: Le auguro una lunghissima vita, ma visto l'attaccamento dei suoi coetanei alle poltrone ci sarà da attendere. Per farle un esempio nelle ultime elezioni Politiche Le ricordo che si sono scontrati due ultrasessantenni! Da noi la carriera politica inizia all'età in cui in altri stati finisce.)
Perchè invece non guarda attorno a sè cosa accade ora, quando al potere è la sua generazione?
A generare il meccanismo che premia Corona e le Veline siamo stati noi o le cause si sono messe in moto decenni fa?

Si ricordi che ogni generazione è figlia di quella che l'ha preceduta; quindi se Lei vede tanta decadenza nella mia, ne cerchi le cause all'interno della Sua.
Nonostante le favole che vi hanno raccontato cosa avete generato?
Non si meravigli se ora sembra che tutto vada alla rovescia.
Un po' è anche colpa Sua.

Noi siamo i figli del '68. E' abbattutto il Passato in nome della Libertà, senza pensare che c'era anche da insegnare che cosa farci con questa Libertà. Ma questo è un discorso lungo, anche se mi piacerebbe farlo.

Quello che mi interessa dirLe ora è che se continuate a dirci "Cattivi ed ignoranti!" noi proprio a questi stereotipi ci adatteremo.
Quello che vorremmo è invece la vostra fiducia.
Operare coscienti di poter cambiare qualcosa, perchè le qualità per farlo ce le abbiamo, glielo assicuro.


Commenti?

Per favore svegliate un critico!

Avrete seguito le vicende legate allo spettacolo "Messiah Game" del coreografo e danzatore tedesco Felix Ruckert presentato nel cartellone della quinta Biennale di Danza Contemporanea.
Grandi polemiche seguite alla richiesta di cancellazione dell'evento lanciata dal Patriarca di Venezia Monsignor Angelo Scola e cavalcata da alcuni politici di Lega e An.
Fino alla surreale richiesta di scomunica per tutto il cast: sbaglio o era nel Medioevo che gli artisti non si seppellivano in suolo consacrato?! Deja vù!
Nessuno naturalmente ha visto lo spettacolo.
Io nemmeno, lo premetto.
Ma è proprio per questo che, oggi, giorno successivo alla prima assoluta per l'Italia, aprendo il giornale sono andato velocemente alla ricerca di una recensione, morbosamente curioso di avere notizie della blasfemia trasudante da quest'opera frutto maturo di un'Arte Degenerata!
Niente. Da nessuna parte.
Dappertutto solo le stanche cronache della fiacca contestazione presente all'esterno del teatro ieri sera.
ECCHISSENEFREGA!!
Perché in Italia ogni possibile occasione di riflessione sull'arte, sul suo ruolo, sul suo valore o non valore deve sempre ridursi alla polemicuccia da pettegolezzo?
Insomma, questo spettacolo era bello o brutto?
Nessuno lo dice, nessuno si pronuncia su questo aspetto. L'aspetto fondamentale della questione, però.
Su questo ci dovremmo concentrare. Perché se era bello che bisogno ci sarebbe stato di proibirlo? Se dava lo spunto per una riflessione nuova sulla religione o sulla figura del Cristo perché averne una paura preventiva?
Oppure se era brutto perché non criticarlo per la sua inconsistenza artistica e poi per la sua blasfemia nei confronti di una religione?
E' che per fare questo forse c'è bisogno di fermarsi e pensare.

Quando si dice talento comico!

Dopo la richiesta di oscurare i Teletubbies (stranoti gay) ecco un'altra idea geniale del duo più applaudito d'Europa: i gemelli Kaczynski! Per le elezioni europee facciamo votare i morti della seconda guerra mondiale!
“Senza l'aggressione nazista oggi saremmo 66 milioni, più dei francesi!” Jaroslaw Kaczynski dixit.

Mi domando come pensano di portare gli elettori ai seggi.


Ps: Entusiasta dell'idea (ma anche un po' invidioso perchè a lui non era ancora venuta), Berlusconi si sta già attivando per ricontare i voti delle politiche 2006.


Le storie del Conilietto - Episodio 3

Precisamente quel giorno cominciava il tanto atteso trentanovesimo Festival Internazionale del Teatro.
Il conilietto consultò avidamente il programma della Biennale tanto attesa (per fortuna facevano una Biennale all'anno!) per cercare con irruente curiosità uno spettacolo del suo amico il Bradipo Psicotropo (anche se a lui non ci danno mai la possibilità di esprimersi), o almeno una performance della Rana Allucinogena, che tanto scalpore aveva fatto con i suoi spettacoli pluripremiati “Sei un uomo di m...a!” e “Muori! Ho ragione solo io!”.
Ma nel programma non ve n'era traccia.
Probabilmente perchè erano solo due mezzeseghe.
Quando ormai aveva perso ogni speranza, si imbatté nell'ultimo rutilante lavoro dell'apprezzato Pavone Tracotante “Sono un giovane di belle speranze: applaudite solo negli spazi riservati!”. Ritrovando prontamente la sua consueta baldanza il Conilietto, eroe di grandi e piccini, decise di avviarsi verso il luogo della rappresentazione. Sul traghetto pensava a quali mirabolanti esiti artistici avrebbe prodotto quel capolavoro che si stava apprestando a vedere... ma non gli venne in mente nulla.
Così, sovrappensiero, scendendo dal traghetto, non si accorse che proprio in quel preciso

momento arrivava, sai chi? La Motorella! che stravolse il Conilietto smembrandolo in tanti minuscoli pezzettini.
Allora arrivarono: il Ricetto, il Pittone e lo Scoiattolino che ci dissero a quello della Motorella: "Furfante, brigante, 'ssasino!!"

In un mare di paranoia

Come perdere di vista la costa
e trovarsi in mare aperto
senza punti di riferimento
persi in un mare di paranoia.

Forse è la differenza di pensiero
che ci tiene uniti. O una convinzione
sociale sbagliata che dice di proseguire
nonostante tutto?

Nubi di cemento

Guardo nel vuoto
non mi sembra di vederti
ma
nella mente mi tormenti
e sei qui
nei miei sogni

Nubi di cemento
mi muovo troppo lento
lo so, non sono attento

Guardo in alto
arriva la pioggia a bagnarmi
così
nelle gocce si riflette
il mio pensiero
e tu

29.III.2000

Photo Credit: Storm Crypt via Compfight cc

Avanti borghesia!

Quant'è bello guardare la rivoluzione dalla mia vasca idromassaggio piena di schiuma e bolle blu!
Mi sento forte e potente nel medesimo istante. Sono sempre stato sicuro del mio corpo; questo aiuta. E' più semplice affrontare la vita quando ti viene ripetuto che sei bello. E che problemi può avere uno che è bello? Nessuno; è chiaro!
Certo, devo essere sincero: non è una vita semplice!
Ogni fine settimana c'è un compromesso con il quale fare i conti nella mia vita. Ma fin'ora sono sempre riuscito a venirne a capo. In fondo si tratta solo di prostituire i miei ideali - solo nel fine settimana, ripeto - per mantenermi i vizietti che fanno di me un rivoluzionario vero.
Tutto sommato il mio dovere durante la settimana lo faccio. Mi impegno.
Tutto sommato.

Cosa dice oggi la televisione?

- La realtà - Suggerisce di seguire
semplici regole morali:
- nessuna regola morale -
per arrivare primo.

Tempi di un'altra televisione:
scelte diverse? No, non scelte,
semplicemente una proposta
culturale.

Non ci si preoccupava di cosa faceva ascolto, ma di cosa era CULTURA.

Spazio ce n'era per chi lo meritava,
con uguali raccomandazioni, questo sì.
Ma una classe intellettuale vera
che valutava una classe intellettuale vera.
Non il Nulla che specchia se stesso.

Com'era bello quand'ero buono

Cosa voglia dire Amore non lo sai
Tu che corri dietro a fantasmi e illusioni
Nutrendo speranze per sogni già morti
Cullando il passato da cui credi venga
Un futuro appassito di vaghi pianti.

Domenica mattina


Cos'avete fatto alla Verità?
Nemmeno le campane conservano la loro voce
le fate piangere.

Giovanni

Nella zona vicino al fiume Giordano, nel deserto di Giudea, si era da tempo ritirato un sant'uomo di nome Giovanni.
Sin dalla sua infanzia tutti si chiedevano: "Che sarà mai di questo bambino?" perché molti erano stati i fatti meravigliosi che avevano accompagnato la sua nascita.
La madre Elisabetta era stata da sempre giudicata sterile; e la sterilità era una gran vergogna. Ormai in età avanzata, sia lei che suo marito Zaccaria, sacerdote della classe di Abìa, avevano perso anche la più piccola speranza d'avere un figlio.
Il fatto che una donna come Elisabetta fosse incinta riempì di meraviglia tutto il vicinato. Dunque la colpa era dalla parte del marito, non della moglie. Le voci sembrarono trovare conferma quando si seppe in giro che Zaccaria aveva passato tutti e nove i mesi in attesa della nascita del suo primogenito senza pronunciare una parola.
Fatto sta che questo Giovanni era in qualche modo eccezionale.
Giunto alla maturità sentiva in sé la vocazione a richiamare l'attenzione degli uomini verso scopi più alti del mero piacere. Non sappiamo da cosa gli derivasse questa convinzione, ma pare che fosse da subito così forte da convincerlo ad abbandonare ogni cosa per dedicarsi a questa missione.
I suoi bisogni erano molto semplici e seguiva una regola altrettanto semplice: tutto ciò che viene da Dio è puro. L'impurità viene dagli uomini.
Dunque la predicazione di Giovanni voleva richiamare l'attenzione degli uomini sulla loro dignità. Essi dovrebbero cercarla in se stessi, nel loro stesso animo; nella cura della scintilla divina che è stata loro concessa (nessuno escluso) e dà loro testimonianza del fatto che essi, in senso sublime, discendono tutti dalla divinità stessa.
Diceva: “Il piano del mondo è Ragione. Esiste una sola sapienza: riconoscere la Ragione che governa tutte le cose attraverso tutte le cose. L'educazione della Ragione è una fonte di verità e quiete che tutti gli uomini possono aprire in se stessi. Ma ciò che sembra colpirci dall'esperienza sensibile è che a governare il mondo sia il Caos. Un Caos fatto di continui scontri, opposti che si attraggono e respingono, generano e muoiono in continuazione. Eppure niente va perduto. Io penso, allora, che ciò che unisce gli opposti sia il principio. Questo principio è simile a questo fiume, che mutando mantiene sempre la sua essenza. Così io vi battezzo in queste acque.”
Ma diceva tutto ciò senza la brama di avere discepoli e a legarli a sé, aggiungendo che: “Ognuno è al contempo guida e unico discepolo di se stesso. L'esperienza si rifà ogni volta a partire dal nulla.”
Predicava così un Battesimo di Conversione.

Di mille colori


Anche oggi
sei tu
il riflesso più bello
che mi rende lo specchio
tu
bianca
come la luce
di mille colori

Photo Credit: Ron Mooij via Compfight cc

(Con odio?)

Lui
è più vicino a te
lui.

Ti guardo
per questo
(con odio?)
mi guardi
sorridi
(per poco)
ti guardo
sorrido
(con odio?)

Ci sono cascato
sei solo un altro sogno mancato.
Non ridere.
Divertiti con lui
piuttosto.
28 Aprile 2000

L’attraente forma estetica


Prima ci si innamora
dell’attraente forma estetica.
Solo poi si scopre
lo spirito amato.

Più mi guardo
e meno mi invidio
sarà perché tendo alla bellezza
e se dentro di me
sono teso a sfiorarla
esteriormente
non mi soddisfo.

Trovo estremamente rassicurante
sapere che almeno una persona
ti giudichi interessante.
4 Novembre 2000

Photo Credit: MIJAS NATURAL via Compfight cc 

Bastava distrarsi un attimo


Alzò lo sguardo.
Il cielo era pieno di nuvole in quell'alba di mezza estate, la pioggia scesa nella notte aveva rinfrescato l’aria, ma ora di nuovo il sole si affacciava dal bordo del mondo e in cielo erano rimaste solo le nuvole a ricordo della notte trascorsa.
Erano quelle nuvolette leggere, simpatiche come batuffoli di cotone. Assumevano forme strane e sempre diverse, perché il vento le spostava di continuo verso ovest facendogli cambiare aspetto: bastava distrarsi un momento per non rivedere lo stesso disegno che si poteva scorgere un attimo prima.
Era da tempo che non si fermava a guardare le nuvole. Da quando c’era lei.
Distesi sul prato, vicini, tenendosi per mano non aveva sperato niente di più dalla vita.

Photo Credit: Cloudwhisperer67 via Compfight cc

Ah... il comportamentismo!

Supponga che Jack e Jill stiano camminando per una strada di campagna. Jill è affamata. Vede una mela su un albero. Chiede a Jack di prenderle la mela. Jack scavalca il recinto, scala l'albero, prende la mela, la porta a Jill e la mette nella sua mano. Jill mangia la mela.

(liberamente tratto da L. Bloomfield, Language, 1933)

Supponga che Jack e Jill stiano camminando per una strada di campagna. Jill è affamata. Vede una mela su un albero. Chiede a Jack di prenderle la mela. Jack le risponde: “Fottiti!”

(Santrevi, Language Today, 2007)

Uno sbocco di serotonina


Sono stato solo
uno sbocco di serotonina
la tua materna transizione
di cui non restano
nemmeno bei ricordi.

La forma della tua bocca l'ho dimenticata.

Ed ora scrivo tutto
per non fartelo leggere
mai.
12 Gennaio 2007

Photo Credit: Paralelogramo via Compfight cc

La libertà è dannosa

Sai cosa? Tutta questa libertà è dannosa, la gente non è educata! Non
sanno che farsene della libertà. Ad esempio perchè nessuno fischia più
a teatro? Eppure si potrebbe, sei libero... Nessuno disapprova, esce
dalla sala, fa sentire che lui non è d'accordo con ciò che accade sul
palco? Non credo sia possibile che tutti gli spettacoli siano divenuti
belli? Ce ne sarà uno insopportabile, o almeno che non ti piace?
Invece niente, si acolta tutto fino in fondo (o si dorme proprio) e
poi alla fine si applaude: "Bravi, bravi!". Ormai nemmeno protestare ha
più senso come si faceva una volta, come ha fatto il '68. "Cosa
protesti, che sei libero!!" Che palle, invece no!!! Bisogna
disapprovare! Essere contrari!

Tempo stimato: 3 minuti e 45 secondi

Comincia il divertimento
Ok ha inchiodato dai dai dai scendiamo e fiondiamoci dentro cazzo facciamogliela vedere a questi stronzi come nei telefilm americani cazzo non pensavo sarebbe stato così esaltante sono tutto un fremito pronto a qualsiasi cosa spacco tutto se mi fanno incazzare cazzo non l’hai ancora capito che non siamo entrati per chiedere un prestito ‘sta stronza si abbassa finalmente la gran troia guarda che facce non se lo aspettavano ‘sti maledetti credevano che non potesse succedere nella loro straschifosa città di merda e tu che cazzo alzi la testa è da quando siamo entrati che vi urliamo di stare buonini a terra e ancora mi stai a guardare ma che vuoi proprio un calcio dove dico io o preferisci stare al tuo fottutissimo posto ecco l’hai capita allora tieni giù quella cazzo di testa che ti ritrovi e aspetta che ce ne andiamo se vuoi tenerti in bocca ancora tutti i tuoi dentini ottimo Boia è dal cassiere che cazzo fa l’eroe no no si caga solo addosso dalla paura si può capire questo sì si può capire è normale ora vediamo se è davvero bravo e fa tutto quello che gli diciamo sìììììì apre la cassa ma porca puttana non mi devo distrarre cazzo ai soldi ci pensano gli altri io devo pensare alla gente ecco così mi piace tutti lì bravi bravi niente eroismi del cazzo e vedrete come andiamo d’accordo ancora qualche secondo e potete tornare a pensare che siete al sicuro nella vostra fottuta città mentre noi ce la spassiamo almeno per un po’ Nero li hai visti ‘sti stronzoni che facce non riescono a crederci davvero tutti spaventati e anch’io veramente pensavo peggio niente di straordinario invece anche se ancora non abbiamo finito e ma cazzo tu non capisci davvero una sega cosa mi guardi con quella faccia perché continui a ispirarmi violenza lo vuoi davvero un calcio o ecco così ora te ne rimani lì nell’angolino buono buono e non spacchi più i coglioni con i tuoi sguardi di merda che puoi benissimo risparmiarti contati i denti che ti sono rimasti ecco così adesso anche voialtri avete visto che serva a tutti di lezione vabbè oppure qualcun altro vuol fare la fortuna del suo dentista come questo minchione qua che cazzo mugoli tanto soffri almeno in silenzio stronzo potevi pensarci prima di alzare gli occhi e guarda che neanch’io ciò guadagnato cazzo mi hai sporcato tutto l’anfibio col tuo sangue chissà se viene via speriamo nessun’altro fa niente bene bravi mi complimento vi siete meritati il mio rispetto molto bene ripeto è così che vi voglio visto Nero pensavo peggio sono buoni in fondo Alex e Boia si sbrigano o no ecco che raccolgono i soldi e tengono sotto tiro gli impiegati benone chissà se qualcuno di loro ha già subito una rapina magari sono abituati e non si preoccupano ma che merdate dico logico che si cagano ci mancherebbe rischiano la pelle Boia non l’ho mai visto così incazzoso non gli darei contro neanche se la pistola ce l’avessi solo io e lui fosse disarmato guarda che occhi mi sembra che lo abbiano capito ora niente scherzi bene così cazzo mi sono distratto di nuovo concentrati cazzo concentrati ancora poco ecco hanno fatto ora solo le ultime urlate bene niente scherzi dell’ultimo minuto che è andato tutto bene a parte ‘sto qui ma non potevi andare in posta oggi che cazzo ci vieni a fare in banca che sei pure vestito male spero che tu abbia appena depositato dei soldi così almeno te li rubiamo noi e non li spendi per vestiti così orrendi ecco ok ci vediamo e grazie di tutto fuori fuori fuori fuori ci siamo tutti veloce Boia salta su fammi salire lo chiudo io il portello dai Naz sgomma vai vai vai così sì sì te l’ha già detto Alex che è andato tutto bene la strada la sai no e allora corri cazzo che facciamo il giro turistico ecco bene così quanto ci metterà ad arrivare la polizia dividiamo appena arrivati ok volevo solo sapere scusa rilassiamoci hai ragione hai ragione è andata

Sogni


Una volta un tale capitò per caso, nel mondo dei sogni non realizzati.
Cammina, cammina arrivò in una radura nel mezzo della quale c’era un grande cartello con su scritta una lunga lista: sogni impossibili, sogni d’infanzia, sogni in cui non si è creduto, sogni d’amori amari… e per ogni scritta vi era indicata una freccia.
Non ha importanza sapere chi fosse e come fosse capitato in un mondo tanto lontano dal nostro; ci basti sapere che quel tale un giorno - forse in sogno o chi lo sa - capitò proprio nel mondo dei sogni non realizzati.
Quel tale non aveva mai visitato prima quei luoghi e non sapeva che direzione scegliere; decise così dopo un po’ di riflessione, di affidarsi al caso. Chiuse gli occhi, girò un paio di volte su se stesso fino a perdere l’orientamento e fece alcuni passi avanti.
Quando li riaprì per vedere quale direzione aveva preso come per magia si ritrovò in un luogo del tutto diverso dalla radura di prima. Al posto degli alberi che fino a poco prima lo circondavano c’erano ai suoi lati due lunghe file di palazzi grigi, completamente in fiamme. Da tutte le finestre uscivano alte lingue di fuoco e c’era così tanto fumo che il cielo ed il sole erano oscurati.
Mentre rifletteva stupito di ciò che gli era accaduto passò davanti a lui un bimbo di sei, forse sette anni, che vestito da piccolo pompiere correva urlando: “Al fuoco! Al fuoco! Soccorsi! Presto! Acqua!” portandosi dietro una lunga manichetta con la quale cercava invano di spegnere i focolai che ardevano dentro i palazzi.
Scioccato per l’incontro, guardò bene il bambino e si accorse che era lui stesso da piccolo: aveva sempre sognato di diventare il capo dei pompieri, da grande! Ma poi era cresciuto e aveva abbandonato le speranze che si hanno da piccoli e quel desiderio era sempre rimasto un sogno d’infanzia.
Riprese a camminare triste, per allontanarsi da quel ricordo del passato che lo faceva star male quando una voce lo chiamò per nome.
Si volse ma non vide più il bambino di prima bensì una ragazza; anche i palazzi in fiamme erano scomparsi e al loro posto era comparso una piazza: la piazza del suo paese. Riconosceva tutto della sua gioventù i colori, la luce i suoni. Era la festa del suo paese e la ragazza che lo aveva chiamato lo guardava dal centro della piazza. Gli bastò uno sguardo per riconoscerla: era il suo primo amore mai dichiarato.
Commosso e desideroso di abbracciare la donna che per tanti anni aveva rimpianto le corse incontro, ma quando la stava per stringere come non aveva mai potuto fare lei scomparve come fosse stata d’aria, gli scappò dalle braccia, come fanno i sogni all’alba.
I suoi sogni non aveva mai saputo tenerseli stretti li aveva persi per strada, se n’era dimenticato o li aveva voluti abbandonare di proposito convinto che non lo avrebbero aiutato ad affrontare il futuro.
Abbattuto anche da quella delusione quel tale camminò ancora ed arrivò ad una casa e vi entrò. Le pareti erano spoglie dentro c’era solo una scrivania, e sulla scrivania una macchina per scrivere.
Quando quel tale fu abbastanza vicino da vedere cosa veniva scritto sul foglio bianco la macchina cominciò a battere: SOGNI LETTERARI: UNA VOLTA UN TALE CAPITO’ PER CASO, NEL MONDO DEI SOGNI NON REALIZZATI…

Photo Credit: REHAM ~ via Compfight cc

Ti ho scritto una poesia

Ti ho scritto una poesia
bella, che non vorresti leggere
mai, per non dover piangere
sangue sui miei mali.

Il male che mi hai fatto
- pelle di latte -
spero non ti torni indietro mai.

Il male che mi hai fatto
- pelle di cera -
ti spezzerebbe.

Ripartirò
dal respiro
che solo
mi hai lasciato

Non so difendermi

Che confusione mi getti dentro
ad ogni sguardo. Lo confesso:
non so difendermi dai tuoi attacchi.

Mi immergo
nei tuoi laghi,
acqua che salvi,
per abitare i tuoi pensieri
come una casa accogliente,
a mia misura,
calda.

Ed era ancora là


Ieri sera uscivo da casa di mia zia e non pensavo di fare un incontro così strano. Ho fatto alcuni passi sulla strada quando di sfuggita, mentre parlavo con mio fratello, ho notato, proprio dove doveva cadere il mio piede destro, una macchia nera. Arrestato il piede a mezz’aria, rischiando di perdere l’equilibrio, ho osservato meglio la macchia. Mi sono accorto che era vivente, pulsante. Un rospo nero e viscido stava sotto il mio piede; l’avrei schiacciato se non avessi barcollato appena poco più avanti. Poi mi sono girato ed era ancora là, respirando si gonfiava; saltellò due volte verso il ciglio dell’asfalto e si fermò: “Hai visto, che razza di schifo?” dissi a mio fratello.
“Che cosa?” mi chiese. “Quel rospone enorme!” risposi.
Prima di salire in macchina mi girai, ed era ancora là.

Le storie del Conilietto - Episodio 2

Era il bel giorno del lunedì.
E ci era il Conilietto che si sentiva molto buono quel giorno lì. E per una volta, invece di andare alla conferenza "Le giornate dello Spettacolo del Veneto: Il sistema dello spettacolo e la sua comunicazione", decise di andare a trovare il suo amico il Mimo Francese all'"Ospizio M. Marceau per mimi e clown depressi"; nel quale il poverello ormai risiedeva da quando aveva cercato di mimare il suo suicidio.
Il Conilietto arrivò all'ospizio e ormai non aveva che da attraversare la stradella per andare dall'altra parte; allora molto prudentemente guardò a destra, poi a sinistra, poi di nuovo a destra e vide che non ci era nessuno.
Sporse una zampina sulla sede stradale, ma proprio in quel preciso momento arrivò, sai chi? La Motorella! che stravolse il Conilietto smembrandolo in tanti minuscoli pezzettini.
Allora arrivarono: il Ricetto, il Pittone, lo Scoiattolino e il Mimo Francese che gli mimarono a quello della Motorella: "Furfante, brigante, 'ssasino!!"

Capire il teatro
(o l'arte dello spettatore)

Anatomia di uno spettacolo
di Gianni De Luigi

Scomposizione di uno spettacolo: il pubblico/spettatore

con: Camilla Bombardini, Matteo Momentè, Byron Scouris, Ilaria Pasqualetto, Cristina Pistorello, Francesca Sarah Toich, Giacomo Trevisan


Auditorium Santa Margherita
Venezia, Campo Santa Margherita
Dorsoduro 3689

Giovedì 3 Maggio 2007
ore 21

Rivoluzioni e Rinascimenti

Non so come sto.

Sento succedere cose incredibili
Rivoluzioni e Rinascimenti
altre meraviglie che non so spiegare.

E poi: luce luce LUCE!
tutto attorno è luce,
risplendo nella luce.

Mi perdo e mi ritrovo.

So dirti dove sono
ma non seguo nessun sentiero.

A volte anch'io rifletto

La gente non va a teatro. E' vero. Ma il teatro in sé conserva ancora intatto il suo potere. La sfida non è quindi far funzionare il teatro; il teatro non ha bisogno di me, semmai è vero il contrario.
La sfida ora è portare il teatro alla gente o la gente a teatro (mostrargli che il teatro è meglio della tv, perchè incarna valori più veri e sani quelli che salveranno il mondo, anche quando sarà troppo tardi).
Mi son chiesto: di cosa vorrei parlare alla gente? E mi son risposto: dell'essenza delle cose. Cos'è per me l'essenza delle cose? Per me è il Mutamento. E' quando galleggi a morto con le orecchie sott'acqua che si sente tutto ovattato; come essere nel mondo e fuori da esso. Notazione interessante.
Agisco per cercare di farmi capire ma non posso selezionare gli argomenti pensando che la gente non mi capisca. Devo cercare di renderli comprensibili, quella è la sfida non si può pensare in partenza che la gente non capisca; bisogna avere fiducia nel pubblico. Altrimenti se pensi che nessuno ti capisca perchè parli? Anche partire da un messaggio complicato non toglie il fatto che devo provarci.

A te non piacerebbe portare il teatro dove non c'è? Tipo nei paesi in via di sviluppo? Per poter insegnare attraverso quello?
Sarebbe davvero bello... ma devo prima imparare io, altrimenti cosa insegno?

Presentazione della ristampa "Illustrazione del Distretto ora Mandamento di Codroipo" di G.B. Fabris

Presentazione del volume
"Illustrazione del Distretto ora Mandamento di Codroipo"
di G.B. Fabris
Profilo della personalità di G.B. Fabris a cura del dott. Enrico Folisi (Università di Udine)

Seguiranno letture di Giacomo Trevisan di alcuni brani tratti dal libro
al pianoforte improvvisazioni del maestro Giorgio Cozzutti

Sala convegni
Biblioteca "G. Pressacco" di Codroipo (Udine)
Venerdì 27 aprile 2007
Ore 20.30

Lettera con Bandini


Ah, vorresti farci credere che non sei innamorato della ragazza più bella che tu abbia mai conosciuto? Non ti crederemo mai. E sai anche tu che le tue parole sembrano false quando le dici. Puoi anche raccontarti questo genere di balle se ti fanno sentire meglio, ma non vorrai mica che ti diamo ragione?!
Eccolo qua lo scrittore che non ha mai pubblicato un tubo di niente! Ti dai quel tono da intellettuale che ti riesce malissimo e cerchi di sembrare interessante? Sei finito te lo dico perché ti voglio bene, non per altro. Cerca di ricomporti e avere almeno la parvenza di un uomo. Non quell’assurda aria da femminuccia tanto sensibile e attenta ai problemi di tutti. Le donne fuggono davanti ai tipi come te! Vogliono esser trattate da donne, con modi degni di loro a quanto pare! Dai loro ciò che vogliono! Nessuna donna cerca in te un amico. Vogliono un amante. Cazzo! Dagli ciò che vogliono.
Devi convincerti che hai tutto ciò che ti serve. Lo devi solo tirar fuori.
Hai provato nei tuoi primi ventun anni ad essere un certo tipo di ragazzo così buonino. Ora è tempo di cambiare altrimenti qua non si va da nessuna parte. Il romanticismo a dopo. Fatti desiderare cazzo! Smettila di essere uno scendiletto e fatti rispettare. Devono implorarti perché tu gli rivolga lo sguardo e ne hai tutte le possibilità anche se non sarai l’uomo più bello del mondo. Puoi cambiare la vita di ognuna di loro solo sfiorandole.
Che cosa ha ottenuto Bandini? Niente! E questo non ti serve come esempio chiaro per tutta la vita e anche oltre? Si. E fallo valere allora!
Potresti stare fermo ai bordi della vita per altri anni se non cerchi di darti una smossa!
Quello che ti sto scrivendo ora lo devi mettere in atto subito, oggi. Appena uscito dalla porta di casa devi farle vibrare tutte come le corde del violoncello che hai suonato per dieci fottuti anni senza venirne a capo.
Sono tue, tutte tue e non lo vuoi capire.
Avanti vecchio, finisci la lettera e vai a farti un giro. Guardale negli occhi, scegli una a cui concedere la tua presenza e godi. Godi, godi, godi!
Godi dei loro occhi e delle loro mani. Dei visi e delle loro gambe. Di quei seni che ti fanno impazzire. Dei sorrisi e delle volte che le fai arrabbiare. Perché sono tutte tue e non lo vuoi capire.
Bandini ti seguirà su tutte le strade che vorrai percorrere, perché anche tu sei Bandini. Amico degli uomini e degli animali allo stesso identico modo. Ma non amico delle donne, perché non è questo che cercano. Vogliono un uomo. E non vorresti essere quell’uomo? Non mentire. Anche perché lo fai a te stesso e non ti serve a niente.
Avrai già perso centinai di occasioni. Occhi languidi che ti cercavano perché interessavi e tu hai ignorato. Hai paura? Si, tu hai paura di quegli occhi. Vorresti conoscerli ma ti manca il coraggio! Codardo! Preferisci piangere su tutte le occasioni che hai perso piuttosto che prendere coraggio una volta. Devi combatterti. Sei il tuo nemico più pericoloso in questa guerra. E non tirar fuori la solita scusa che ti ho già sentito sparare perché tu sei anche quel tipo. Perché sei anche un po’ meglio di Bandini. Non vuoi davvero passar la vita sbavando dietro a chi non ti capisce. Perché non è il tuo tipo. E tu non sei il suo.
Non hai fegato ma hai tutto il resto ti dico!
Allora muoviti! Se ne vedi una non darle il tempo di salvarsi, sei tu il suo uomo. L’uomo di tutte, nessuna esclusa. Che fascino! Ecco che arriva il vostro nuovo dio. Non sarà bello ma è la folgore che illumina le vostre vite buie. Il tuono e il lampo e tutto il resto. Non sapete a che cosa andate incontro perché fino ad oggi non l’avevate mai conosciuto. Era da sempre rimasto nascosto dentro il mio stomaco e dentro il mio cuore questo dio. Ma ora mi ha conquistato ed è al mio fianco. Sono sceso a vendicarti Bandini. A fare giustizia di tutte le messicane, di tutte le principesse Maya di questa terra. Conosceranno ciò che vuol dire soffrire per amore come io e te, Bandini, abbiamo fatto fin’ora.
Il tempo del riscatto. Una primavera che non finisce mai perché sono io. Tempo d’esser uomo, un eroe, il dio della folgore che non conosce sconfitta. Vendetta per chi fin’ora è stato sconfitto da chi non lo voleva. Giudicate ora quello che vedrete. Stai al mio fianco Bandini e indicami la meta da raggiungere perché è anche per te che voglio farlo.
Per le volte che ci è stato negato, per le volte che abbiamo rinunciato o il nostro animo ha vacillato nel tentativo. Non staremo più a guardare dai nostri sogni verso la vita perdendoci con lo sguardo nel vuoto o nella carne di chi ci balena davanti per quell’attimo che non sappiamo cogliere o di cui abbiamo paura.
Tutti gli attimi che vivrò saranno il nostro riscatto perché non avremo più paura. Forse un sano timore, il rispetto. Ma mai più paura perché non la conosciamo più. È scardinata dai nostri cuori per sempre.
Godi della vita e della carne. Delle donne e della loro bellezza che ci illuminerà per sempre e per sempre nei secoli. Qua la mano amico mio e andiamo a farci onore da adesso fino a che ce ne resta da vivere. Falle cadere tutte sotto la tua folgore che è per tutte e che tutte vorranno.
Hai capito ciò che ti volevo dire. Il mio messaggio è nel tuo petto ora e non se ne andrà più perché una volta ricevuto è parte di te.
Dio farà ciò che può per la felicità dei suoi figli e già tanto ha fatto donando loro la vita in tutta la sua smisurata bellezza. Sta a loro coglierla. E so che è così, perché lui nella vita ne ha messa tanta di bellezza, da farla traboccare perché tutti quelli che vogliono se ne sazino. Nessuno escluso. E anche io. Ecco perché lo ringrazio dal profondo per tutti i regali che mi ha fatto e che mi fa. Ora che mi sono reso conto di questo non posso più ignorarlo. Non tornerò a dormire.
La vita riguadagna un uomo.
Grazie a me stesso, grazie Fante e grazie Bandini!

Trilogia Dei Numeri


Uno.
Sempre il primo
indipendente
senza problemi
non teme rivali
nessuno gli è innanzi

Due.
Sempre secondo
l’eterno battuto
costretto a seguire
tristemente aspetta
la fine della sua condizione

Zero.
Sempre uguale a sé
assoluta mancanza
di tutto e di niente
la forma del vuoto
il nulla concreto
solo darà giustizia

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Il Pigro

ci mette una vita a fare tutto
il Pigro
dorme troppo
il Pigro
non comincia mai niente
il Pigro
Non finisce mai niente
il Pigro
...zZz...

Gli venne in mente tutto

Era una di quelle mattine che Padova ancora dormiva. La strada dall'appartamento alla stazione era calcolata in ventitrè minuti; ne aveva già camminati undici, ne rimanevano quindi altri dodici.
Cominciò con il segno della croce, ripetuto da sempre meccanicamente. E così fu anche quella volta.
Ma all'attacco della prima preghiera, recitata sin da bambino con nemmeno lo stacco di un respiro, qualcosa di bloccò. Perchè diceva sempre quella preghiera?
Pensò di ricominciare tutto con qualcosa di più classico. Un neutro "Pater".
Ma gli venne in mente tutto. Ogni singola volta.
Sua madre che muoveva la manina del bimbo che era stato per passarla sulla sua fronte, sul petto e le spalle e che cominciava subito quella preghiera dolce, infantile all'angioletto custode. La nonna, seduta sul bordo del letto che la diceva con lui e suo fratello le sere che li aveva tenuti a dormire, inizio del rituale dell'andare a letto, fatto di storie e di aneddoti della sua lunga vita. Se stesso che la ripeteva alla sera e la mattina seguente, finalmente solo nel rapporto diretto con l'angioletto sempre vicino a lui.
Era tutto troppo bello per lasciarlo andare. Non era ancora giunto il momento di metterla da parte quella preghiera.

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Le storie del Conilietto - Episodio 1

Ci era una volta il Conilietto che doveva attraversare la stradella per andare nella chiesina dall'altra parte; era infatti il giorno della domenica.
Il Conilietto prudentemente guardò a destra, poi a sinistra, poi di nuovo a destra e vide che non ci era nessuno.
Sporse una zampina sulla sede stradale, ma proprio in quel preciso momento arrivò, sai chi? La Motorella! che stravolse il Conilietto smembrandolo in tanti minuscoli pezzettini.
Allora arrivarono: il Ricetto, il Pittone e lo Scoiattolino che gli dissero a quello della Motorella: "Furfante, brigante, 'ssasino!!"

Sei un'attrice perchè lo dice il tuo diploma della scuola di recitazione su carta intestata uguale ad altri 1000


"E poi è arrivato il mio turno. Erano tre ore che aspettavo di salire sul palco. Audizione numero 54; in due anni. E' bello perché alle audizioni si ritrovano tutti gli amici... oggi ho rivisto la Carlotta, ad esempio. Sembra ieri che abbiamo finito la scuola, ed invece... prendi me: 54 audizioni, mica una! Tre volte mi hanno anche preso... ed ero così contenta! Finalmente potersi esprimere! Ora sono tranquilla perché dopotutto col video mi va bene; insomma... pagano bene per le televendite, il mio giro di conoscenze ce l'ho e sono soddisfatta. Certo che... un bel musical! Quanto sarei felice!!
I miei quattro minuti me li sono giocati!"

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