Saremo la foresta che cresce


10-1-'94
Pensa da solo ad un argomento interessante da sviluppare

Italia

Come tutti sappiamo l'Italia va tutta a remengo. La gente non sa cosa fare cerca di capire ma a volte capisce meno di quello che sapeva prima. Si parla dei problemi dei lavoratori, troppi cassaintegrati, troppi licenziati, da questo poi i suicidi, i poveri, le famiglie nulla tenenti. E mentre queste famiglie vengono distrutte, i ricchi, i deputati e le più alte cariche dello stato rubano soldi, truccato appalti, non costruiscono opere pubbliche ("non bisogna generalizzare"). Ma ora da ormai circa due



anni il magistrato A. Di Pietro sta facendo luce su questi casi e ha gia arrestato molti personaggi illustri. Altro problema dello stato sono le farmacie, ora un po' messe a posto dalle fasce ma prima... il primo inghippo si è verificato quando si è deciso di dare i bollini agli anziani; le code alle poste, il non perfetto funzionamento dei bollini, poi la grande idea: le fasce di medicinali: A) non viene pagata dai minori di 10 anni e maggiori di 60 anni, B) non viene pagata al 50%, C) il prezzo è intero per tutti.
Ma anche questo non è un metodo molto azzeccato, alcuni cittadini non



capiscono le fasce, i farmacisti non sanno quali sono le collocazioni dei farmaci. Insomma uno sfascio.

Forse non avevi finito?
Eventualmente, puoi continuare dopo.

Hai fatto un'analisi esatta, ma non bisogna disperare; anzi, prendere lo spunto da qui per un impegno sempre maggiore. Inoltre, per fortuna, l'Italia non è tutta qui ci sono tante altre persone oneste e impegnate. Fanno solo meno chiasso. Ricorda quella famosa frase: "Fa più rumore un albero che cade, di una foresta che cresce".

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Ho scritto questo tema a 10 anni, in quinta elementare. Mia madre l'ha ritrovato un mese fa, in piena campagna elettorale. Avrei voluto pubblicarlo prima, ma fra tutti gli impegni non ne ho avuto il tempo. Non ricordavo affatto di averlo scritto.
Rileggerlo mi ha emozionato perché racconta proprio il perché del mio impegno di oggi. Certo, è il punto di vista di un bambino, confuso e semplicistico, preoccupato di tutto quello che sente dire dai "grandi": problemi, problemi, problemi. E tutto che va a remengo. Però è molto chiaro.
E poi mi piace la risposta piena di fiducia che scrisse in calce a commento il mio maestro di allora: sono le frasi piene della fiducia che un futuro migliore può esserci se le persone oneste e impegnate non si arrendono e continuano a crearlo con le loro azioni.
Oggi i tempi sono cambiati ma restano i problemi. E io sono contento delle scelte fatte, di non aver fatto mai mancare il mio impegno nella comunità, prima puramente civile, ora - diciamo - "politico" ma nel senso più bello di servizio per gli altri.
Mi sono dato da fare per avviare, assieme a tante altre splendide persone, Altre Prospettive. Per provare a cambiare in meglio le cose  - almeno nella nostra città -, convinto che è sempre e solo questione di tempo e che il futuro si costruisce ogni giorno con le proprie azioni. Saremo la foresta che cresce.

Criminale. L'ultima puntata di AGCCP è online!



Ecco la puntata finale di "Agenzia Governativa per il Controllo dei Capitali Privati". Mi ci è voluto un po', ma siamo arrivati in fondo. Spero vi sia piaciuta!

CRIMINALE

Manfred seguì con lo sguardo papà, che sparì stretto a destra e a sinistra dai soldati: “Dottor Evans, la prego di seguirci senza opporre resistenza” gli dicevano. Ma papà non reagiva affatto. Papà era un criminale. (Continua a leggere...)

Photo Credit: matt.hagge via Compfight cc

Visite. La nona puntata di "AGCCP" è online!


VISITE
Mamma è papà si scambiarono uno sguardo stupefatto. Papà si sciolse dall’abbraccio e fece un passo verso la porta: “C-chi è?” chiese a Mary. La mamma era ancora lì, ferma a bocca aperta. Continua a leggere


Photo Credit: tonitonim via Compfight cc

Sorpresa. L'ottava puntata di "AGCCP" è online!


SORPRESA
“Beh, non aspettiamo altro tempo, Oscar, chiamala e dille il fatto suo”, tagliò corto la signora Evans. Il signor Evans guardava pensieroso la moglie.
“È meglio non far passare troppo tempo fra decisione e azione in questi casi, non credi caro?”
“Sì, Milly, hai ragione in linea teorica, ma in questo caso… – le rispose lui, tenendo lo sguardo puntato in direzione della porta che metteva in comunicazione soggiorno e cucina – forse non è il caso di precipitare gli eventi, non vorrei suscitare altri comportamenti sgraditi. È meglio affidarsi alla burocrazia in questo momento. Entro domani sera le verrà in ogni caso notificato il licenziamento e noi non ci saremo rovinati la serata...” Continua a leggere

Photo Credit: Hello i'm Wild ! via Compfight cc

Maleducazione. La settima puntata di "AGCCP" è online!


MALEDUCAZIONE

“Mi è passata la fame, accidenti a lei… Questa è ingratitudine bella e buona, ecco cos’è!” proseguì la signora Evans.
“Assolutamente, Milly. Certamente non un comportamento adeguato.”
Il ringhio di Mary aveva lasciato a Manfred una pessima sensazione: come se la spina dorsale, per un attimo, a quel suono, gli si fosse tramutata in una sbarra di freddo acciaio. CONTINUA A LEGGERE

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Lo so che ormai non ve lo ricordate più, ma mesi fa ho iniziato un racconto di fantascienza sulla piattaforma THeiNCIPIT, che ha la caratteristica figa di permettere l'interazione fra scrittore e lettore. Nel senso che io scrivo e voi potete votare, alla fine di ogni puntata, su come far proseguire l'azione. Modalità interessante!
In questo racconto, che è collegato ad altri che sto scrivendo con lo stesso scenario di riferimento, siamo concentrati sulle vicende di una famiglia il cui padre lavora presso l'Agenzia Governativa per il Controllo dei Capitali Privati. Leggete per scoprire cos'è!

Photo Credit: July F.F via Compfight cc

Quel sabato [racconto]


Quel sabato il cielo di Pordenone era coperto. Letizia Lorenzon – sulla settantina, ex restauratrice, vedova – entrò in un caffè del centralissimo corso Vittorio Emanuele, assieme alle amiche. Tutte vedove anche loro. Erano clienti abituali: sedevano sempre allo stesso tavolo e i camerieri conoscevano alla perfezione i gusti di ogni singola componente del "club delle vedove". Niente ordinazioni, le chiacchiere potevano avere inizio immediato. Così anche quel sabato.
Portando la tazza del tè alle labbra, Letizia Lorenzon cacciò un urlo acuto, scagliandola sul tavolino e inondando la signora seduta di fronte a lei, cosa che suscitò l'enorme disappunto di una terza amica, interrotta proprio al culmine del racconto di un succulento pettegolezzo.
"Un ragno, un ragno enorme!" Balbettava la Lorenzon con gli occhi strabuzzati e inondati di lacrime.
"Dove? Dove?" chiedevano le amiche, rannicchiandosi sui divanetti con le ginocchia al petto.
"Era lì" disse la signora Letizia indicando la tazzina. Fu chiamato il cameriere, un giovanotto sulla trentina, perché procedesse ad un'accurata ispezione del tavolo, dei divanetti, delle tazzine e delle suppellettili varie, ma dell'aracnide non si trovò traccia.
Recuperate le loro posizioni, pertanto, le donne ripresero a conversare. Alla Lorenzon fu servito prontamente un altro tè caldo, accompagnato da mille scuse da parte del cameriere per l'inspiegabile contrattempo. Letizia le accolse con piacere; la aiutarono a calmarsi dopo quel grande spavento. Portò la tazza sotto gli occhi ispezionandone il bordo: era perfettamente liscio e pulito. Rassicurata, iniziò a sorbire la bevanda. Ma riappoggiando la tazza sul piattino il suo sguardo cadde su un ragno, grosso e peloso, con le otto zampe posate sulla camicetta dalla fantasia floreale di un'amica.
Il grido di Letizia questa volta ebbe una tonalità notevolmente più animalesca. Le amiche restarono impietrite, nessuna osava muoversi. Fu richiamata l'attenzione del cameriere che si mise alla ricerca del ragno sulla camicetta e all'intorno, col fermo proposito di eliminarlo. Ma il ragno non si trovò.
"Letizia, ci vedi bene? Hai indossato gli occhiali giusti?" chiese un'amica.
"Controlla che non siano sporchi" suggerì un'altra e le labbra di una terza si arricciarono in un sorrisetto mellifluo.
Ritrovata la calma, dissoltasi la tensione, le chiacchiere ripresero e al secondo ritrovamento non ne seguì un terzo. Tutte le amiche ebbero così modo di aggiornarsi sull'andamento della separazione della nipote del cognato della cugina del vicino della zia del gestore del negozio di elettrodomestici in centro e l'oretta che le signore si concedevano ogni sabato mattina per fare conversazione si esaurì nella più completa tranquillità. Si fecero portare il conto e ciascuna insistette per pagare per le altre; abbandonarono quella contesa settimanale solo per fare a gara a chi avrebbe lasciato la mancia più lauta al cameriere, dopodiché le amiche si divisero: la riunione era sciolta.
Letizia Lorenzon, come ogni sabato dopo il tè, riprese la via di casa. Mentre passeggiava lungo i portici iniziò a cadere una leggera pioggerellina.
Arrivò a casa ancora un po' scossa. La pioggia non aveva lavato dalla sua memoria le zampette pelose di quel ragno misterioso, che ora – ripensandoci – neanche lei era più sicura di aver visto. Sentiva ancora in bocca il sapore dolciastro del tè. Non voleva più alcun ricordo di quell'assurda apparizione. Andò in cucina, prese un bicchiere dallo scolapiatti e lo riempì. Fu solo quando se lo portò alla bocca che scorse il ragno sul fondo. La miriade di peletti che lo ricopriva sembrava danzare muovendosi in acqua. Letizia Lorenzon lasciò cadere a terra il bicchiere che andò in mille frantumi. Ma nell'acqua sparsa sul pavimento del ragno non c'era traccia.
Pensò di essere malata; aveva preso freddo? Forse le era salita la febbre? Prima di mettersi a preparare il pranzo, sarebbe stato meglio stendersi un attimo sul divano e così fece. Chiuse gli occhi.
Il fruscio della pioggia battente sui vetri si confondeva ai passettini della sveglia che arrivavano dalla camera da letto nel silenzio del grande appartamento. Sognò? Quando riaprì gli occhi, il ragno era lì, seduto sulla poltrona davanti a lei. La fissava.


Questo racconto "alla Buzzati" è un esercizio, eseguito nel corso del workshop sulla scrittura di Dino Buzzati tenuto da Mauro Daltin per Bottega Errante l'8, 9 e 10 aprile 2016 a Pordenone.

Buco


Un buco, ti dico, un buco
l'ho visto, ha la tua forma,
Infinità.

E adesso con cosa mi riparo?
Con cosa mi riparo
da tutte queste bombe
che mi esplodono nel cuore?

Photo Credit: claudia.dambros via Compfight cc 

7 maggio 2016, ore 21 - BALDUS (anteprima)


Eccolo che arriva, Baldus in parole e racconto! A Zoppola (Pn) per la sua anteprima, una specie di prova aperta nel quale mostreremo il lavoro fatto durante la settimana di residenza che si è avviata proprio oggi!

7 maggio 2016, ore 21.00
Teatro Comunale Di Zoppola
Via Leonardo da Vinci, 1
BALDUS (anteprima)
di e con Giacomo Trevisan 

musiche di scena Geremy Serravalle
regia di Serena di Blasio

La storia di Angelo Baldùs (Balduzzo) è simile a quella di molti giovani friulani che sotto il dominio austriaco vennero “pilustrati”, cioè strappati dal loro paese e arruolati con la forza. Tornato a Codroipo dopo otto anni, Baldùs si vendicherà, uccidendolo, di chi è convinto gli abbia “rubato la vita”: il sacerdote Giovanni Bianchi. Arrestato e condannato a morte, Baldùs muore per impiccagione il 1 febbraio 1838. Alla vendetta della vittima sul Potere, corrisponde così nuovo il castigo del Potere sulla vittima.
Ma questo è tutto? Alla verità processuale si affiancano tante piccole verità sorte dalla voce popolare, e alla Storia si uniscono “le storie”.
Nel monologo sette voci si sovrappongono, mentre la messinscena di Serena Di Blasio porta alla luce questa vicenda ribelle, dolorosa, rabbiosa, esemplare.
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RESIDENZE TEATRALI di #filaAteatro, un progetto di Molino Rosenkranz
Durante la serata verrà proposto anche il progetto di circo contemporaneo "HABITS" di e con Vera Mor (Sicilia)
INGRESSO UNICO € 5,00 + 1 calice di vino offerto

Info e prenotazioni:
mr@molinorosenkranz.it
0434 574459 – 348 9033339
www.molinorosenkranz.it

Baldus vi aspetta


Il progetto principale dei miei ultimi mesi è Baldùs, un testo teatrale sulla vicenda dell'ultimo condannato a morte in Friuli, nel 1839. Angelo Balduzzo (Baldus) - questo il suo nome - era un giovane di Codroipo (Udine) che accoltellò e uccise il sacerdote Giovanni Bianchi.

Il testo è nato nell'ambito della prima Scuele furlane di scriture teatrâl, un validissimo corso di drammaturgia organizzato da  MateâriuM. Martedì 19 aprile, alle 20.45, al Teatro San Giorgio di Udine (via Quintino Sella, 5), all'interno di una serata-conferenza spettacolo a ingresso gratuito, ne verrà letto un estratto, assieme a quelli tratti dalle altre opere nate nell'ambito di questa bellissima esperienza e firmate dagli autori Bruno Chiaranti, Serena Di Blasio, Michele Polo, Stefania Ursella, Luca Zalateu.

Le letture saranno il punto di partenza per compiere delle riflessioni sulla drammaturgia e per presentare il manuale "Come scrivere un testo teatrale", scritto dal team di MateâriuM e pubblicato dalla Meister&Co.editori.

La conferenza spettacolo sarà moderata da Dario Paolo D’Antoni e animata dalle letture degli attori Paola Aiello, Daniele Fior e Nicoletta Oscuro, con gli interventi musicali di Paolo Forte.

Sono previste anche due repliche:
- sabato 23 aprile, alle 18.30, presso la Biblioteca Guarneriana Antica di San Daniele del Friuli;
- domenica 24 aprile, alle 20.45, presso la “Vineria Mont'Albano” di Savorgnano.

Insomma, venite che Baldus vi aspetta!

Il '900: le donne e il lavoro nel Medio Friuli (incontro)


incontro sul tema
“IL NOVECENTO: LE DONNE E IL LAVORO NEL MEDIO FRIULI”

Venerdì 8 aprile alle ore 16.00

presso la Sala Oratorio della Parrocchia via Balilla 21 a CODROIPO
Interventi di Angelo Zanello, Maria Mestroni, Gottardo Mitri Luisa Piccini
conduce Gianna Bassi
conclude Iris Morassi

letture di Giacomo Trevisan
alla chitarra Kevin Venier

Aumento. La sesta puntata di "AGCCP" è online!


AUMENTO
“Prima di passare alle notizie sportive, chiudiamo lo spazio dedicato ai reati economici segnalando che l'Agenzia Governativa per il Controllo dei Capitali Privati ha appena diramato un comunicato informando che sono nuovamente in corso operazioni del Corpo Speciale. Non mancheremo di tenervi informati” e la Visione riversò nelle menti del pubblico la sigla del notiziario sportivo.
Ah, bene! Oggi a lavoro non avevo sentito voci a riguardo di nuove operazioni, ma è più che giusto, – chiosò il signor Evans – i cattivi non devono dormire tranquilli neanche di notte!” (Continua a leggere)


Photo Credit: PhotoComiX via Compfight cc

I tre racconti di "In Trê Riis"


È un po' che non scrivo, vero? Ma è una non-storia, quindi non ve la racconto.
Invece parliamo di altre storie. Tre storie in particolare. Micro, minuscole.

Vi ricordate che qui avevo annunciato che ero finalista ad un concorso letterario di racconti brevissimi in friulano? Ecco, facciamo finta che ve lo ricordate (tanto fa lo stesso). Fatto sta che non ho vinto! Mi hanno solo segnalato. E vabbè, mica si può vincere sempre.
E poi a me le storie che ho scritto mi piacevano comunque. Amen se non le hanno premiate.

Siccome si trattava di tre storie scritte in friulano, per la loro prima pubblicazione le ho inviate a Contecurte, l'osteria letteraria di poche parole che non vi raccomanderò mai abbastanza di frequentare. Contecurte ne ha pubblicata una ogni mercoledì nelle ultime tre settimane.
Siccome ora sono uscite tutte, ho pensato di pubblicarne qui la traduzione in lingua italiana, anche se naturalmente vi consiglio di cliccare il link alla versione friulana originale, per gustarne la sonorità.
Tre storie legate a fatti d'attualità:

1. legge Cirinnà (qui l'originale in friulano)

Si alzò dal letto.
"Dove vai?" gli disse lui.
"Do un'ultima occhiata al Suo discorso, Eminenza."
"Resta ancora qui. Aspetteranno, tanto sanno già che sono contrario alla Cirinnà. Baciami."


2. Bullismo (qui l'originale in friulano)

Impedita! 18.49 Buona a nulla 19.32 Ammazzati. Chi se ne frega di te 19.36 Anche a me è capitato, arrangiati come ho fatto io 19.45 Ma non sanno che io non sono come loro. Io posso volare.


3. Immigrazione (segnalata a In trê riis, qui l'originale in friulano)

Tragedia dei migranti grida il titolo.
"Ah, per una navicella scoppiata in volo! Meglio!"
"Vogliono solo rubarci il lavoro!"
"Chi se ne frega degli umani!"
È un'estate calda su Rigel 8.


Photo Credit: Lucio. via Compfight cc

Avidità. Il quinto episodio di "AGCCP" è online!


“Capisci che rivoluzione, Milly? Con queste integrazioni al Nuovissimo Codice possiamo accedere direttamente al conto di qualsiasi cittadino, i controlli diventeranno estremamente precisi e sarà garantito a tutti un fattore di sicurezza molto maggiore” il signor Evans commentava giulivo il servizio del Notiziario; Manfred riconobbe fra le immagini la granitica facciata dell’Agenzia Governativa: l’aveva vista sempre e solo da fuori, chiarmente vi erano ammessi solo gli addetti. Continua a leggere

Photo Credit: PhotoComiX via Compfight cc 

Partecipa anche tu a Fun Cool!


Oggi voglio fare pubblicità ad un'idea bella bella bella, che è anche un concorso!
Si chiama Fun Cool! ed è giunto alla sua decima edizione: si tratta di scrivere un racconto lungo una sola frase, con quante virgole, puntievirgole, doppipunti volete, ma senza punti fermi!

Ma per spiegarvelo bene, lascio la parola al suo ideatore, Raffaele Serafini (vincitore dell'ultima edizione del Premio San Simon con la raccolta di racconti "Soreli jevât a mont"):
Si partecipa con UN RACCONTO IN UNA FRASE, nel senso che il racconto può essere lungo quanto volete, potete metterci tutte le virgole che volete, i punti e virgola, persino, ma non potete metterci punti fermi (compresi quelli esclamativi, di sospensione ecc, che sono punti fermi e non tentate di imbrogliare).
Aggiungo che il racconto deve avere un titolo e raccontare una storia (eh lo so, lo so, voi siete dei poeti e accostate parole a caso in modo sublime ci dite che sono flussi di coscienza ma noi qui, scimmie che vivono all'interno del cervello di gelo, amiamo ascoltare le storie, e quindi raccontateci una storia, che ci piace di più).
Si partecipa inviandolo alla mail di gelo, che trovate lla pagina dei contatti, se me lo messaggiate sulla pagina del blog, o su what's up, o salcats quale altro mezzo di comunicazione avete inventato, va bene lo stesso. Come dite? Lo volete mettere come commento al blog? Va bene, ma ricordate di firmarvi e venire a leggere se avete vinto qualcosa o meno.
Potete mandare un solo racconto, e per questo giro lasciamo perdere la regola del doppio racconto se fate pubblicità alla cosa. So che se siete persone che amano le cose belle e pazzerelle come il fun cool! vi divertirete lo stesso a condividere.
Qui tutte le informazioni: http://ilblogdigelo.blogspot.it/2016/02/fun-cool-10-friul-edition.html
Insomma, inchiostro alle penne, partecipate!!
Qui potete leggere i racconti arrivati finora (siamo ad una decina circa).

Crisi. La quarta puntata di "AGCCP" è online!


Dunque, si apre una digressione in questa puntata, su come sia nata l'Agenzia Governativa per il Controllo dei Capitali Privati e su questi benedetti reati economici. Spero di non essere stato troppo noiosetto... Buona lettura!

CRISI.
A partire dalla sua prima decade, il XXI secolo era stato caratterizzato da una sorta di unica grande recessione: quando ancora la prima ondata non si era conclusa, una nuova crisi entrava in fase montante, come un maremoto difficile da individuare nella vastità dell’oceano fino al momento in cui si abbatte sulla costa con una forza inarrestabile e devastante.
Continua a leggere qui!

Photo Credit: PhotoComiX via Compfight cc

Sono finalista a In trê Riis


Gioia&giubilo! Sono felice di annunciare che sono finalista al concorso letterario In trê Riis, organizzato dall'Associazione Culturale Colonos in collaborazione con l'Arlef (Agenzia Regionale per la lingua friulana). Al concorso erano ammessi racconti su temi d'attualità della lunghezza massima di 180 battute, compresi gli spazi, ed io ne ho scritti tre su Legge Cirinnà, Immigrazione e Bullismo. Di seguito il comunicato stampa della serata di premiazione (in italiano e friulano).

IN TRÊ RIIS
Serade-spetacul di premiazion cun Dek Ill Ceesa, Angelo Floramo, Giacomo Trevisan, Carlo Tolazzi e la zurie dal concors In Trê Riis
Esecuzion musicâl Alvise Nodale

Agriturismo Ai Colonos, Vilecacjasse di Lestize
Vinars ai 4 di Març, h 20.30

È Giacomo Trevisan il finalista della sesta edizione del concorso letterario per un romanzo In trê Riis (In Tre Righe), e se è anche il vincitore lo si saprà nel gran finale che si terrà venerdì 4 marzo, alle ore 20.30, nella vecchia stalla dei Colonos di Villacaccia, nell’ambito di In File. Il progetto, organizzato in collaborazione con l’ARLeF, si propone di promuovere la creatività dei giovani nel campo della prosa in friulano, stimolando la fantasia a misurarsi con la sintesi estrema. La sfida è quella di dire molto con poco, il che significa essere capaci di creare racconti-lampo in 180 battute, compresi gli spazi, sfruttando al massimo le potenzialità evocative della lingua friulana. Il regolamento di dell’ultima edizione ha aggiunto alla tradizionale sezione dei racconti legati all’attualità quella del compendio dell’Odissea di Omero.
Animeranno la grande serata Dek III Ceesa dei Carnicats, che saprà condire la manifestazione con tutto il suo brio, lo scrittore Angelo Floramo, al quale è stato affidato il compito di leggere e commentare le opere vincitrici delle scorse edizioni con la premiazione in diretta da parte del pubblico, Giacomo Trevisan, che darà lettura del racconto finalista, il presidente Carlo Tolazzi e i componenti della giuria, che intavoleranno una breve discussione in riferimento alla scarsità dei partecipanti, e il giovane cantautore carnico Alvise Nodale, una delle grandi promesse del panorama musicale friulano. La serata sarà arricchita dall’emozione di un documento video dedicato a Franco Marchetta, conduttore nel 2013 della serata di premiazione del concorso In Trê Riis.

Al è Giacomo Trevisan il finalist da la seste edizion dal concors leterari par un romanç In Trê Riis, e si savarà s’al è ancje il vincidôr tal grant finâl ch’a si fasarà vinars ai 4 di Març, a vot e mieze di sere, ta la vecje stale dai Colonos di Vilecjasse, tal ambit di In File. Il progjet, inmaneât in colaborazion cu l’ARLeF, al à chê di promovi la creativitât dai zovins tal cjamp da la prose in lenghe furlane, stiçant la fantasie a misurâsi cuntune sintesi estreme. La disfide e je chê di dî tant cun pôc, che al vûl dî jessi bogns di creâ contis-lamp in 180 batudis, comprindûts i spazios, doprant dutis lis potenzialitâts evocativis da la lenghe furlane. Il regolament da l’ultime edizion e à zontât dongje da la sezion par contis di atualitât ancje chel dal struc da l'Odisse di Omer.
A daràn vite a la grande serade di premiazion Dek III Ceesa dai Carnicats, ch’al sarà bon di cuinçâ la manifestazion cun dut il so snait, il scritôr Angelo Floramo, ch’al fasarà la leture e il coment da lis oparis vincidoris da lis edizions passadis cu la premiazion in direte da la bande dal public, Giacomo Trevisan, ch’al learà la conte finaliste, il president Carlo Tolazzi e i components da la zurie, ch’a inviaràn une piçule discussion su la scjarsetât dai partecipants di cheste edizion, e il zovin cantautôr cjargnel Alvise Nodale, une da lis grandis promessis dal panorame musicâl furlan. La serade e sarà insiorade da l’emozion di un document video dedicât a Franco Marchetta, condutôr tal 2013 da la serade di premiazion dal concors
In Trê Riis.

L'immagine della vacca Vittoria, simbolo di In Trê Riis e firmata da Altan l'ho tratta dal sito dell'Associazione Conolos

Notiziario. La terza puntata di "AGCCP"


Il signor Evans rientra a casa dopo una intensa giornata lavorativa all'Agenzia Governativa per il Controllo dei Capitali Privati; ne parla addirittura il Notiziario della Visione, e voi cosa aspettate a leggerlo?! Dai, su, leggete qua!

Photo Credit: PhotoComiX via Compfight cc

Schmürz. La seconda puntata di "AGCCP" è online!



Alla fine del capitolo precedente i lettori hanno scelto di sapere di più sui programmi preferiti da Manfred, così questa volta conosciamo meglio gli Schmürz e le loro bizzarre avventure... chi vi ricordano? Se volete leggere il secondo capitolo di "Agenzia Governativa per il Controllo dei Capitali Privati" cliccate qui! Buona lettura e mi raccomando, votate per suggerirmi come far proseguire la storia!
Gli Schmürz
Gli Schmürz

Photo Credit: PhotoComiX via Compfight cc

Sono uguale a tutti gli altri


Sono uguale a tutti gli altri

E' strano
Dici
E' strano
Dico
E' strano
Dicono

Poi
Colgo l'ironia della situazione
Mentre
Dici che
Sono uguale a tutti gli altri
Allora io
Che mi credevo
Tanto diverso
Sorridendo
Chiudo la comunicazione
Perchè
Non ho più belle parole da dire
Forse non ne ho mai avute

Se non si può non si può. Stop.
Sembro convinto quando me lo dico.
Ma non è questo che dirò
quando mi troverò davanti alle tue labbra.

Photo Credit: internosamalo via Compfight cc 

"Baldùs" vince la residenza teatrale @filaAteatro!


Grazie a Molino Rosenkranz e al suo progetto di residenza creativa @filaAteatro, un importante tassello si aggiunge al percorso di "Baldùs", iniziato come una ricerca storica durata quasi due anni e ora diventato un monologo teatrale che diventerà uno spettacolo per la regia di Serena Di Blasio e con le musiche di scena di Geremy Serravale!

La nostra, infatti, è risultata essere una tra le quattro proposte selezionate per una residenza teatrale di una settimana presso il Teatro Comunale di Zoppola (Pn), assieme a quelle di Consorzio Scenico (Friuli), The Frames (Lazio), e Vera Mor (Sicilia) Qui maggiori informazioni direttamente dal sito del Molino Rosenkranz.

"Baldùs" ricostruisce la vicenda di Angelo Balduzzo, codroipese, ultimo condannato a morte in Friuli nel 1839 per aver ucciso con tre coltellate il sacerdote Giovanni Bianchi. In questo post ne avevo già parlato, proponendo il prologo della versione narrativa di tutta la vicenda.

A lavoro sulle assi del palcoscenico!

Foto collage di Molino Rosenkranz

Visione. La prima puntata di "AGCCP"


Sì, lo so che ho scelto un titolo lunghissimo, è che in questo periodo non mi vengono bene i titoli e gli slogan, quindi tocca accontentarsi: "Agenzia Governativa per il Controllo dei Capitali Privati", di questo si tratta.
Protagonista sarà ancora la famiglia di Manfred Evans, che faceva da scenario alla vicenda di "Omuncoli", conclusa da poco. La società è la stessa, le dinamiche sono quelle, ma vediamo dove si va a finire questa volta. Intanto beccatevi la prima puntata, Visione. Buona lettura!

Oscar Evans lavora all’Agenzia Governativa per il Controllo dei Capitali Privati. Stasera ha pensato di fare una sorpresa alla sua famiglia: avrà fatto bene i conti? Inizia a leggere qui.


Photo Credit: PhotoComiX via Compfight cc 

"Stati d'amore"... a lume di candela!


Un appuntamento al buio? Noooo! Una presentazione "a lume di candela"!

È così che, per prolungare di qualche giorno il clima idilliaco del San Valentino, anche venerdì 19 febbraio alle ore 18, presso il Caffè Letterario W.Meister a San Daniele del Friuli (Ud), potrete scoprire il piccolo, gustoso, dolceamaro libro "Stati d'amore. L'amore, Facebook, la vita e tutto il resto".

Eggià, perché cosa c'è di più romantico che un incontro tête-à-tête, con l'autore, il virtuoso chitarrista Kevin Venier, il più mielato libriccino che c'è e tanti lettori con gli occhi a cuoricino?

Non mancate, questa è proprio l'occasione per assistere al reading "Stati d'amore live" in una versione unica: infatti, la serata si svolgerà nell'ambito della giornata del risparmio energetico M'illumino di meno promossa da RadioDue, alla quale anche la Libreria W.Meister aderisce; quindi non si tratta di un semplice modo di dire, ma saremo davvero "a lume di candela", occhi negli occhi e in versione unplugged!
Vi aspettiamo!



#freddamattina [racconto breve]


Ieri, martedì, è stata una #freddamattina.
Un racconto semplice, quasi naif (spero che nessuno si aspettasse rivelazione bibliche), perché quello che più mi interessava era sperimentare un ben determinato tipo di interazione: un racconto che viene narrato nello stesso momento in cui le cose accadono.
Ora, certo, il racconto si può ancora leggere (qui sotto, ad esempio); però credo sia innegabile quanto appaia bidimensionale, mentre lo scorrere dei tweet fra le 7:13 e le 7:32 di ieri mattina portava con sé inevitabilmente qualcosa di più, come se fosse il protagonista stesso a parlarci; io - come narratore - quasi scomparivo. Un'esperienza particolare.
Per darne una minima idea e far leggere il racconto anche a chi non l'ha seguito dal vivo, ecco l'elenco dei tweet (va letto al contrario, nel senso che quello che vedete più in alto è in realtà l'ultimo).

           
          
 Infine, per tutti, ecco il racconto da cima a fondo.

#freddamattina

La mattina è fredda e la macchina non ne vuole sapere di partire. Ma tu insisti a girare la chiave. Dal cofano solo rantoli asmatici. Fa freddo-freddo. O è l'avviamento o sono i mali di stagione.
"Però, cavolo, ho fatto il tagliando da pochi giorni. È possibile? Le 7:16, perfetto, arriverò in ritardo all'appuntamento." Devi scrivere un messaggio per avvisare. Da giorni, per qualsiasi motivo guardi lo smartphone, è sempre con la speranza di trovarci un suo messaggio. E anche adesso. Scorri la lista delle conversazioni: quella con lei è vecchia di tre giorni. A cosa ti sei ridotto?
La mattina è fredda. Apri la conversazione, poi la sua foto profilo. La guardi per un po'. Lei non è in linea. È solo uno sciocco gesto magico. A cos'è servito? A niente. La magia non esiste. Se la magia esistesse la tua macchina sarebbe partita al primo tentativo.
"La macchina non vuole partire, scusate arriverò in ritardo." Invio.
La mattina è fredda. Scendi dall'auto per lasciarle respiro. Il tuo si condensa in nuvolette appena varca le labbra. La mattina è fredda. Sarà già sveglia anche lei? Tanto freddo fuori, tanto freddo dentro. Lo sentirà anche lei? I finestrini sono ghiacciati; appoggi al vetro la punta di un dito. Il calore scioglie il ghiaccio. Appena appena. Forse è così anche fra noi: c'è solo bisogno di respiro. Di lasciar sciogliere il ghiaccio.
La mattina è fredda. Il sole ha appena iniziato a spuntare. Il ghiaccio si scioglierà, pian piano. Senza pressioni, solo col calore. Anche se gli alberi spogli tremano. Pazienza, attesa, condivisione.
"Credo di aver aspettato abbastanza." Risali in macchina. Se non parte devi pensare in fretta ad un'altra soluzione. Non può essere magia; solo un po' di raffreddore. O l'auto che fa i capricci per dormire ancora cinque minuti. Un ultimo tentativo. Giri la chiave. Si accende. Controlli l'ora: le 7:31. Da lei ancora nessun messaggio.
Doveva essere solo un po' di freddo. A volte basta aspettare e che arrivi il sole.

Photo Credit: polipao via Compfight cc 

Martedì 16 febbraio 2016 sarà una #freddamattina


Martedì 16 febbraio 2016 sarà una #freddamattina.
"In che senso? Cos'è quel cancelletto?"
Semplice: ho pensato ad una narrazione da svolgere via Twitter, attraverso una sequenza di tweet che messi insieme racconteranno una storia. Si tratterà di un racconto breve che ho intitolato #freddamattina.
La narrazione "andrà in onda" martedì 16 febbraio dalle 7:13 alle 7:32 e chi lo desidera potrà seguirla in diretta attraverso il mio account twitter (20 tweet, uno al minuto):



oppure seguendo l'hastag #freddamattina.
"Ma perché così presto?"
Altra risposta semplice: perché quello è l'orario in cui si svolge la breve azione narrata nella storia e quindi ho pensato di far coincidere il tempo della finzione col tempo della realtà.
Nei giorni seguenti, comunque, pubblicherò il racconto anche su queste pagine per chi non ha Twitter o non vuol fare levatacce, ma chiaramente non sarà la stessa cosa che leggerlo 'durante il suo svolgimento'.

La narrazione via Twitter non è un genere frequentatissimo, ma già si sono distinti alcuni validissimi esempi come #BlackBox di Jennifer Egan, ben meditato e 'scritto' dall'autrice attraverso una sequenza di tweet pubblicati dall'account del New Yorker nel corso di nove giorni, o #tWeBook, un esperimento di narrazione portato avanti dagli autori (@Angioletto9 e @TitoFaraci) attraverso un dialogo disperso quotidianamente nella loro timeline.
Il mio sarà un semplice primo esperimento, ma spero vi piaccia.

Photo Credit: è mossa via Compfight cc

Tetris


Ogni tanto mi piace giocare a Tetris online. Nella sua semplicità è un gioco geniale, penso che su questo non ci sia alcun dubbio. Ultimamente ci gioco per scaricare tutti i pensieri, quasi come fosse una  meditazione. Accade molto facilmente perché - come in ogni buon gioco - giocando non puoi essere altrove che lì: nel gioco, appunto. E questo spegne tutto il resto per il tempo di una partita (di buono c'è che non è un gioco d'azzardo, certo). Tetris, a mio parere, ha il pregio di rendere possibile ciò che nella realtà non lo è quasi mai (a parte, per alcuni, il momento di fare le valigie e caricarle in auto), cioè "mettere ordine", non sprecare spazio. Ma neanche qui è facile. Le differenti possibilità di incastro dei sette pezzi base, sono una parabola di tutte le possibilità astruse che ci offre la vita, i pezzi giusti arrivano sempre al momento sbagliato, l'unica strategia possibile è combinare insieme i pezzi che ci arrivano (non possiamo sceglierli), al massimo possiamo arginare i problemi, preparare le cose in attesa del pezzo giusto. Quando arriva quello fai una strage di punti. E non è finita qui: ogni dieci linee completate il gioco si complica. I pezzi scendono più veloci e la pressione del gioco sale.
Non sono mai andato oltre il livello 12.

Quest'idea del Tetris come una parobala della vita ce l'ho in testa da un po'. Ne sono affascinato. Allora qualche giorno fa ho provato a cercare in rete testimonianze che confortassero questa mia idea, e mi sono imbattuto nell'opera di un artista decisamente eccentrico: Rutherford Chang.
Chang è detentore del secondo miglior punteggio di tutti i tempi a Tetris. Ha fatto diventare le 1555 partite giocate per arrivare a stabilire il record una vera e propria opera d'arte, interamente visibile su youtube e parallelamente anche una riflessione su ciò che Tetris può significare.

The Guardian gli ha dedicato un articolo all'inizio di gennaio, che approfondisce proprio questo discorso, riallacciandosi anche a due opere precedenti di Chang: "We Buy White Albums" (a cui DoppioZero ha dedicato un approfondimento in italiano) e "Alphabetized Newspaper".
In "Alphabetized Newspaper" riedita in ordine alfabetico articoli e brani di giornale, facendo balzare così subito all'occhio l'utilizzo ripetitivo e ossessivo di una determinata terminologia in relazione a una stessa determinata notizia. "We Buy White Albums" è invece un ambizioso progetto di "collezione" della prima edizione originale del White Album dei Beatles: Chang acquista i dischi più rovinati, più segnati dal tempo e dai loro proprietari, alla ricerca di quell'azione propria dell'arte che ha trasformato la tela bianca della copertina, in uno spazio di espressione, di dialogo con il disco stesso, di affermazione della personalità del proprietario di ogni copia.

Ma ritornando a Tetris, nell'opera "Game Boy Tetris" Chang vi ha fatto entrare una riflessione che aderisce profondamente al contesto sociale ed economico della nostra epoca.
Chang ritiene che la sua opera [e il gioco stesso] rifletta il contesto di lavoro moderno, in cui "ci si aspetta che un compito specifico venga ripetuto più e più volte" e "che ognuno sia il numero uno nel proprio campo". Chang pone l'attenzione su quest'assurda competizione, che per molti è l'unico parametro di successo. (...) "È così che ci fa lavorare il capitalismo, chiedendoci di raggiungere sempre un obiettivo più degli altri, - dice - è un processo senza fine e funziona così per tutti. Puoi fare una gran partita e il tuo punteggio può essere comunque modesto. Oppure puoi perdere per un errore minuscolo. È un gioco brutale."
Io mi chiedo, è possibile giocare solo alla vita e non al gioco del capitalismo?

Photo Credit: 8bitArtist via Compfight cc 

Amici. L'ultima puntata di "Omuncoli" è online!


Ultima puntata e grande finale di "Omuncoli", dopo il colpo di scena della penultima.
Ci ho messo un bel po' a finirla, perché chiaramente non ho fatto solo questo durante il resto dell'anno... però ci ho messo davvero troppo. Quindi approfitto per prendere l'impegno ad essere più costante e rispettoso nella scrittura!
Ora sto pensando a quale altra storia proporre attraverso la piattaforma di THe iNCIPIT, che ha un meccanismo (quello del "voto dei lettori" per permettere la prosecuzione della storia) che mi piace molto, perché ne saltano fuori sempre interessanti feedback. Siccome ho diverse idee per la testa, magari nei prossimi giorni faccio un post qui sul blog con tre o quattro idee fra le quali potrete scegliere quale svilupperò per prima... vediamo! Intanto buona lettura!

Photo Credit: Detonation Boulevard via Compfight cc

3 appuntamenti che non potete perdere!


La prima puntata l'avevo anticipata già nei giorni scorsi, ma ben altri due appuntamenti si sono aggiunti al tour di San Valentino delle presentazioni del simpatico libricino Stati d'amore, ed ecco che ve le promuovo, così ognuno può scegliere quella che gli è più comoda, anche perché le presentazioni sono sempre l'occasione per trovare tante belle copie del libro, che è più facile da acquistare di persona che online, lo so.
Sabato 6 febbraio ore 11, a Udine, alla Libreria Tarantola (qui potete cliccare l'evento facebook: https://goo.gl/snXA47) ci saremo io e Kevin Venier alla sonorizzazione chitarrosa delle storielle del libro, come al solito ne leggiamo un po', mica tutte e 365, quindi tranquilli che potete tornare a casa per ora di pranzo, con stomaco vuoto (forse), ma cuoricini ripieni d'amore.

Proseguiamo giovedì 11 febbraio ore 18, a Zoppola (Pn), presso l'Osteria "Da Dino" in collaborazione con il Progetto Giovani di Zoppola, per quello che sarà un vero e proprio evento: infatti non solo "Stati d'amore LIVE!" quel giorno, ma un'ora di canzoni d'amore e riflessioni dei ragazzi del Progetto Giovani, i giovani di Zoppola parleranno di come vedono l'amore, di ciò che gli fa battere il cuore!

E per prolungare di qualche giorno il clima idilliaco del San Valentino, anche venerdì 19 febbraio ore 18, a San Daniele del Friuli (Ud), presso il Caffè Letterario W.Meister venite a scoprire come mai San Valentino è la festa degli innamorati (e degli epilettici)!

Per questo romanticissimo tour, c'è anche un'opera speciale, creata da Stefania Ursella: la gif che vedete qui sotto: ↴


L'intervista esclusiva
San Valentino: ho perso la testa per voi!

Appartato e anonimo durante il resto dell'anno, San Valentino da secoli si concede ai fan solo durante il periodo della sua festa che, una tempo circoscritta al solo 14 febbraio, dilaga ormai anche nelle settimane precedenti, per colpa o per fortuna del marketing e dei cioccolatini con le frasi d'amore. Ed è proprio sul markentig, sui cioccolatini con le frasi d'amore e sulla sua festa che gli abbiamo posto alcune domande.
Carissimo Santo, quando fu decapitato il 14 febbraio 273, a 97 anni, per mano del soldato romano Furius Placidus, agli ordini dell'imperatore Aureliano, se l'aspettava tutto questo successo?
No, assolutamente, la cosa mi stupì non poco, perché fino ad allora noi cristiani ce la passavamo maluccio: persecuzioni continue, anche nei weekend, posti pessimi al Colosseo... eravamo romani di serie B. Poi la svolta: un sacco di gente che mi invoca alla mia festa scambiandosi scatole di dolciumi, peluche orrendi e foto con dedica, biglietti d'auguri con il mio nome sopra... Ma il successo non mi ha cambiato, sono rimasto il semplice Vescovo di sempre.

Beh... ma la Sua festa è stata addirittura sovrapposta ai Lupercalia romani!
Essì, diciamo che perdere la testa mi ha fatto bene! (ride, poi torna serio) Anche se non sono mai stato innamorato, eh, ci tengo a sottolinearlo. Facevo innamorare gli altri, semmai. Sono stato un vescovo per tutti, non per pochi. Che fossero cristiani o pagani un miracolo non l'ho mai negato a nessuno. Per dire, ho sposato quei due, Serapia e il centurione Sabino nonostante l'opposizione dei genitori, perché si amavano davvero quei due, capisce? Poi, vabbè, la giovane si è rivelata gravemente malata, che dovevo fare? Mi hanno chiesto di non essere mai più separati... Ho fatto la combo: battesimo e matrimonio per entrambi e trac, sono morti belli contenti!

Ed oggi, nel terzo millennio, come vede l'amore?
Mah, mi sembra che le cose non vadano bene: tutti che vogliono sposarsi... ma hanno un'idea di che vuol dire? Secondo voi io come sono sopravvissuto fino a 97 anni in un'epoca in cui l'età media si aggirava attorno ai 30? Perché sono sempre restato celibe, è chiaro!
Però vedo anche dei segnali di speranza: ad esempio erano secoli che non vedevo qualcosa di sincero e appassionato come questo libretto che ho scoperto qualche giorno fa. Vorrei parlarne un attimo, se me lo consente: s'intitola Stati d'amore, l'ha scritto un romanticone, ma è anche molto comico! Se dovessi fare un regalo a San Valentino, beh, regalerei questo libro! Ah, le pazze risate!

San Valentino ci saluta sgommando con la sua Maserati Granturismo! Alla prossima Sua Eccellenza e... in alto i cuori!

4 febbraio: Gilberto dei limerick


Il 4 febbraio il calendario festeggia San Gilberto di Limerick, ridente località dell'Irlanda Sud Occidentale situata sulla foce del fiume Shannon. Ma non è dei bei panorami irlandesi che volevo disquisire e nemmeno dello santo Gilberto (anche perché, stando a Wikipedia, non se ne sa nulla), bensì del limerick!
Di cosa si tratta? Di un breve componimento in poesia, tipico della lingua inglese, dalle ferree regole (nonostante le infinite eccezioni), di contenuto nonsense, umoristico o scapigliato, che ha generalmente il proposito di far ridere o quantomeno sorridere (cito ancora da Wikipedia e se volete potete approfondire qui).
La struttura è facile facile, tanto che anche Gianni Rodari, nella stupenda Grammatica della fantasia ne consiglia il componimento assieme a bambini e ragazzi:
Con i bambini, nel loro interesse, bisognerebbe stare attenti a non limitare la possibilità dell'assurdo. Non credo che abbia a scapitarne la loro formazione scientifica. Anche in matematica, del resto, ci sono le dimostrazioni «per assurdo».
(G. Rodari, Grammatica della fantasia, prima edizione Einaudi 1973, io cito da Einaudi 2010, il limerick è trattato alle pp. 45 - 48)
Uno l'ho già scritto tempo fa e parlava di un caimano che ormai non morde più (si dev'essere proprio perso in quella palude). Ma in questa gioconda giornata, volevo provare con qualcun altro e poi lanciare una sfida a chi legge. Il limerick è facile facile! E poi, pensateci: non deve neanche avere senso! Ne scrivete qualcuno nei commenti?

1.
Un pompiere intelligente,
giurava di essere incontinente:
tutta l'acqua della cisterna
era stato lui a berla!
Era matto quel pompiere intelligente!
 2.
C'era un tale sulla strada
che mi disse: «ovunque vada
io son sempre a casa mia,
anche a casa di tua zia.»
Quel tal scroccone sulla strada!
3.
Lei era bella e conturbante,
spesso anche assai invitante.
Saltava in alto su un piede solo
urlando: «vi aspetto giù al molo!»
Quella bella con turbante!

Un po' più di senso, ora, e buon San Gilberto di Limerick a tutti!

Quel caro santone irlandese
riformar voleva chiese,
ma gli venne un gran gran sonno
dopo aver pescato un tonno!
Oh, letargico santone irlandese!

Photo Credit: (((Lee))) via Compfight cc

Jackpot cosmico (racconto)



Gli danno del malato: sua moglie, i figli e tutti i parenti. Ma sono loro i malati, che non sanno riconoscere le vere occasioni. È tutta questione di metodo. Quello che gli altri non hanno e lui sì. Il suo è facile: vincere.
È tutta questione di metodo. Ma non lo va certo a dire in giro, mica è stupido!

Sì, la prima volta al casinò l'hanno incantato i tavoli verdi come prati: roulette, poker, blackjack... ma ha capito subito che la vera sfida sono le macchinette. Giocando con le persone si deve tenere d'occhio un mucchio di roba: le statistiche, le intuizioni, le carte, i bluff... Perché l'unica verità è che tutti pensano solo a fregarti. Ma lui non è mica stupido? Lui non si fa prendere in giro. La sua sfida è contro le macchinette. Uomo contro macchina: come in un futuro fantastico, in attesa del jackpot cosmico che rimetterà tutte le cose al loro posto.

Perché ora non va mica bene... L'unico luogo di pace è la sala slot, qui non ci sono fatiche e fastidi. Nessuno che gli grida dietro o gli comanda quel che deve fare. Nessuno che giudica. Solo lui e la macchinetta.
Si vince e si perde, certo, può succedere.
Bianco o nero? No, non parla di vino, che lui non è un ubriacone, mai toccate quelle porcherie.
Bianco o nero, cioè vincere o perdere. Questa è la sua adrenalina.
 
Ieri ha vinto 800 euro in tre ore. Oggi è nel bar da venticinque minuti e ha 500 euro di meno in tasca. Scivolano via come i minuti. Minuti lunghi 2 euro alla volta.

Arriva il jackpot, dai che arriva. E si porta via quelli che ti contestano i lavori, quelli che non pagano, quelli che “ce capomastro dal cazo che tu sês”. Perchè il videopoker non può raccontare bugie con la sua voce che tintinna ad ogni vittoria.

Arriva il jackpot, dai che arriva. E si porta via quel portasfiga di suo figlio: “Papà ma lo sai che ci sono più probabilità che un asteroide distrugga la terra, che uno faccia sei più uno al Superenalotto?”* E tu lo sai che non ti sopporto più?

Arriva il jackpot, dai che arriva. E si porta via “sei un fallito che nella vita combinerà solo casini!”
Sì, ma al casinò.

Arriva il jackpot, dai che arriva il jackpot cosmico e tutto l'Universo si accorgerà di te. 


*Nel 2068 c'è 1 probabilità su 250 mila (datoWikipedia) che l'asteroide “99942 Apophis” distrugga la terra. Le probabilità di vincere al Superenalotto sono 1 su 622 milioni (dato Sisal).



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Questo racconto è nato in friulano, per il Contecurte Day. Ho voluto pubblicarlo ora in italiano, perché la motivazione che mi ha mosso a scriverlo è stato il percorso di informazioni, educazione e laboratorio artistico svolto coi colleghi e i ragazzi dei Progetti Giovani in cui lavoro, e volevo dargli subito un'eco, par quanto mi è possibile.
Il progetto "Giocati il jolly!" ha provato a sviluppare delle risposte al fenomeno del gioco d'azzardo patologico (gap) con un gruppo di giovanissimi della provincia di Pordenone. Il gap è ormai un fenomeno preoccupantemente presente nella società: basta entrare in un bar qualsiasi e contare macchinette e persone attaccate ad esse; per non parlare delle sale slot e dei bingo che compaiono come funghi.
Abbiamo ascoltato esperti e testimonianze, studiato molto (!!) per sapere con precisione in che mostro ci siamo imbattuti e quali sono i suoi punti deboli, sfruttandoli per elaborare messaggi, slogan, testi e canzoni che lo potessero sgretolare anche solo un pezzetto alla volta. "Jackpot cosmico" è il mio piccolo contributo.


Photo Credit: Billy_Powell via Compfight cc

6 febbario - "Stati d'amore LIVE!"


Si avvicina San Valentino e non possono mancare gli "Stati d'amore LIVE!": se ancora non avete pensato al regalo giusto per la persona del vostro cuore, se volete scoprire 365 storie d'amore, se volete farvi quattro risate, l'appuntamento è per sabato 6 febbraio 2016, alle ore 11:00 alla rinata Libreria Tarantola di Udine (Via Vittorio Veneto, 20). A questo link l'evento su Facebook, al quale potete invitare (e vi ringrazio se lo fate) tutti quelli che volete e che pensate potrebbero essere interessato. Tipo quel vostro amico che si innamora ogni 7 secondi o quella ragazza carina che avete incrociato in biblioteca o il vostro migliore amico al quale non sapete dichiarare il vostro amore o una persona senza quale non riuscite proprio a stare.

E soprattutto scopriremo insieme chi era questo San Valentino e perché è il patrono degli amanti, degli innamorati e (ebbene sì) degli epilettici!

Io e il chitarrista Kevin Venier vi aspettiamo con il nostro viaggio sgangherato!

Il trailer di #lasciateunmessaggio!


E finalmente è arrivato, giusto giusto per la fine di gennaio come promesso, il trailer di "Lasciate un messaggio", il corto scritto da me e diretto da Marco Fabbro con protagonista Natalie Norma Fella.

E voi non #lasciateunmessaggio? Questo è lo slogan con hastag con cui vi chiedo di condividere il trailer, se volete dare una mano a me e a tutti quelli che ci hanno lavorato a far conoscere questa storia. Condividete su tutti i social, cliccate "mi piace", retweettate... ma soprattutto #lasciateunmessaggio! Scrivete status, commenti e tweet con questo hastag, noi li raccoglieremo e gli daremo spazio sulla pagina dedicata al corto!

E per chi volesse vederlo tutto? Prima di finire su Youtube tutto intero, il cortometraggio andrà un po' a zonzo per festival e presentazioni (anche in Friuli Venezia Giulia), quindi restate aggiornati sui prossimi appuntamenti (magari iscrivendovi a questo blog con una delle estensioni social qui nella colonnina di destra! -------------------------------------------------------------------------------------------->).

E voi non #lasciateunmessaggio?

Cuant che tu vegnis fûr dal bosc (poesia in friulano)


Scufute rosse
ti setu platâde?
Il lôf al è muart
nol covente plui
vê pôre dai ricuarts.
Cuant che tu vegnis
fûr dal bosc
tu mi cjatis ca
dongje di te
come un cjan
che nol domande mai
nuie par sé.

Cappuccetto rosso / ti sei nascosta? / Il lupo è morto / non serve più / aver paura dei ricordi. // Quando vieni / fuori dal bosco / mi trovi qui / vicino a te / come un cane / che non chiede mai / niente per sé.

Photo Credit: thescourse via Compfight cc

"Non va via, quella cosa lì"


Perché dico che il mio è un mestiere eccezionale? Perché permette incontri eccezionali!
Come questo che, lunedì 18 gennaio 2016, ha visto protagonisti la Consulta Comunale dei Ragazzi di Zoppola (Pn) e la signora Assunta Bortolussi, sopravvissuta all'esperienza dei campi di lavoro in Germania, fra il 1942 e il 1945.
La signora Assunta, semplicissima e terribilmente umana, ci ha raccontato della sua vita, della sua giovinezza, di questa esperienza che l'ha profondamente segnata. Con parole piene di rispetto ci ha raccontato della sua partenza, nella speranza di un lavoro, tramutatasi ben presto in condizioni difficilissime, lontananza da casa e dagli affetti, mancanza anche delle cose più strettamente necessarie.

Questa testimonianza video è stata realizzata nell'ambito delle manifestazioni per la celebrazione del Giorno della Memoria 2016, che è il 27 gennaio, ma può essere tutti i giorni se uno ha a cuore l'umanità.

Domenica 31 gennaio è Contecurte Day!

(Questo post è una traduzione/adattamento del post originale su Contecurte)

Con il sostegno dello Sportello di lingua friulana del Comune di Lestizza, domenica prossima, 31 gennaio 2016, alle 17.00, a Villa Bellavitis a Lestizza, nell'edificio dove c'è la Biblioteca comunale (vicino alla Farmacia per quelli che non sono della zona) va in scena il "Contecurte Day"!
L'osteria letteraria di poche parole "Contecurte", da sempre luogo virtuale nel quale si incontrano gli appassionati di letteratura e letteratura in friulano, diventa per una sera reale: una gara di racconti brevi, brevissimi, aperta a tutti i contecurtârs, sia quelli che già hanno scritto e scrivono su Contecurte, sia quelli che vogliono provarci in quest'occasione.

E la gara non è solo una gara, ma uno spettacolo, perché il bravissimo Oste, Raffaele Serafini, vincitore quest'anno del Premio San Simone (il massimo premio per la narrativa in friulano) dirigerà una specie di happening in cui alle letture si alterneranno il "Famei" Checo Tam, il "Berlon" Michele Londero, le "Camarele trastolone" Lussia di Uanis e il "Cjantôr" Bizio Citos

Come partecipare? Manda un racconto inedito a Contecurte entro giovedì 28 gennaio; in gara non sarà solo l'autore, ma il suo racconto, che non dovrà superare le 2000 battute. L'Oste riceverà i racconti e sarà l'unico a conoscerne l'autore, ammettendolo alla gara fino ad un numero gestibile in una sola serata. Premio offerto dall'Agriturismo Pituello.

Che altro aggiungere? Che c'è anche il rinfresco? Beh, questo può essere un valido motivo per esserci. Non vi resta che esserci domenica!

Consapevolezza. La nona puntata di "Omuncoli" è online!



La nona è puntata di svolta, in cui si sbatte il muso contro la realtà, a quanto pare. Sia Orwell che Manfred si trovano a fare i conti con la consapevolezza. Buona lettura e trepidate in attesa della puntata finale!

Photo Credit: xmacex via Compfight cc

Il futuro è una terra da esplorare!

Quest'anno sono quattro anni che faccio l'educatore. Un mestiere mitologico: mezzo amico, mezzo esempio, mezzo animatore, mezzo insegnante, mezzo sostegno... a volte semplice ascoltatore di quello che accade a chi è attorno a lui. Un lavoro che mi piace un sacco, perché richiede di stare sempre con le antenne rizzate, gli occhi bene aperti, immaginare strategie nuove che siano efficaci a seconda della persona o del momento che ci si trova davanti, per provare ad orientarci un po' meglio.
(Un lavoro, bisogna anche aggiungere, che fino ad oggi ha avuto confini giuridici poco definiti, ma ora pare che sia in elaborazione una legge che dovrebbe ordinare il panorama; i tempi legislativi però sono ancora poco determinati.)

Oggi parlo del mio lavoro perché ultimamente, nell'ambito di un progetto per l'adolescenza svolto con ragazzi di una scuola media, ho elaborato assieme alla mia collega Barbara un percorso che mi è proprio piaciuto (ed è stato ben accolto dai ragazzi che hanno creato delle bellissime opere). L'idea di partenza è stata quella di immaginare il futuro come una terra sconosciuta, della quale sappiamo solo vaghe notizie, ma che prima o poi ci toccherà esplorare.
Così abbiamo proposto ai ragazzi di riflettere su paure e sogni che nutrono per il loro futuro, le aspettative e gli aiuti o capacità che sanno di avere a disposizione per questo viaggio. Passo passo, attraverso giochi e momenti di analisi, questi elementi sono diventati un immaginario di luoghi e hanno preso il loro posto sulla loro personale mappa fantastica del futuro.

Siccome sono convinto che non si possa proporre nulla che non si sia provato in prima persona (e che non si ritenga quindi valido per sé e solo poi per gli altri) anch'io mi sono cimentato nella mappatura della mia terra da esplorare, il mio futuro. Qui sopra vedete il risultato.
La mia partenza è da Casa, dal luogo in cui ci sono le mie radici, la mia famiglia, tutto il mondo di affetti e relazioni che ho costruito da quando ero bambino, oltreché il mio bagaglio culturale. La prima tappa corrobora questo punto di partenza poiché è un Ritrovo fiducioso, fatto di incontri per me importanti: qui tutte le persone che ho incontrato nella mia vita (di persona o in una storia, in un libro...) mi confortano con la loro presenza. Se avrò bisogno di un incoraggiamento passerò da qui. E ne avrò bisogno perché presto arriveranno le mie paure: quella di affrontare il Deserto dubbioso e poi più avanti la Palude della solitudine. E se i dubbi possono anche rappresentare l'occasione per intraprendere deviazioni a cui uno magari non aveva pensato (purché si sia provvisti di acqua a sufficienza per resistere!), la Palude è forse quello che mi spaventa di più: rimanere solo. Per questo vi ho messo attorno tanti "fortini" dai quali so di poter ricevere un aiuto: il Simpatico Luna Park (mia risorsa interiore), il Castello degli amici (dove si va senza?) e la Comunità indiana (nella quale si trova anche un totem, spirito guida, punto di riferimento).
Resta da parlare della meta. Un sole soddisfatto, il tepore, la realizzazione di tutti i progetti che ho in mente e che ancora mi arriveranno!
Ecco, questa è la mappa del mio futuro. Volete provare a disegnare la vostra?

Per creare un po' di immaginario attorno a questo lavoro, durante il percorso a scuola abbiamo letto alcuni brevi passi da due storie meravigliose, che esaltano il tema del 'viaggio di ricerca' al massimo grado: Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien.
Questa citazione che segue, ad esempio, mi è sembrata rappresentare bene il passaggio delicato dell'adolescenza, nella quale ci sono delle forze incredibili che ci trasformano, ci fanno addirittura volare, ma non sempre la cosa è del tutto piacevole:
Bilbo aprì un occhio per dare una sbirciatina e vide che gli uccelli erano già molto in alto e che la terra era molto lontana, e le montagne, già distanti, si ritraevano sempre di più. Chiuse di nuovo gli occhi e si tenne più forte.
«Non darmi pizzicotti!» disse l'aquila. «Non hai bisogno di tremare come un coniglio, anche se gli somigli abbastanza. È una bella mattina con poco vento. Che cosa c'è di più bello che volare?»
Bilbo avrebbe voluto dire: 'Un bagno caldo e poi, più tardi, una bella colazione in giardino', ma ritenne che fosse meglio non dire niente del tutto, e allentare la sua presa appena un pochettino.
Già, cosa c'è di più bello che volare? Però se uno non è abituato, la cosa può spaventare, è comprensibile: i piedi non poggiano più a terra, appigli zero, c'è tanta paura di cadere. Eppure, ripeto, si vola.
Ora sarà bene chiudere questo post con il giusto augurio:
Veloci le aquile si calarono a una a una sulla cima di questa roccia e vi deposero i loro passeggeri.
«Buon viaggio!» gridarono «dovunque andiate, finché i vostri nidi vi accolgano alla fine dei viaggio!» Questa è la cosa da dire tra aquile beneducate.
«Che il vento sotto le vostre ali vi sostenga fin dove il sole salpa e la luna cammina» replicò Gandalf, che sapeva la risposta giusta.