
Ora, se vorranno strapparmi la mia arte, dovranno venire a scuoiarmi. (Capitano Mike Clark)
Domenica buttata
ovvero stenografare la realtà
Il fantasma di Canterville
Domenica 27 aprile 2008
Vicoria Station Pub
via Ceccarini, 9
Vicenza
ore 21.00
Radiodrammi Live è un'esperienza sonora che mette insieme l'interpretazione attoriale dal vivo e un dj set alla ricerca di una forma nuova in cui si incrocino stili musicali differenti (elettronica, classica, tecno... ) e un uso sperimentale della voce umana (dizione/disarticolazione, canto, rumore e suono) per suscitare emozioni, raccontare storie, creare una messinscena frutto della fusione di parola e suono.
25 aprile!
Come mi ha detto mia nonna, dovrei pagare la tassa sul celibato se non ci fosse stato il 25 aprile. Perchè sotto il nazifascismo non eri libero nemmeno di decidere se e quando sposarti (tanto per fare un esempio piccolo).
E' quando si perdono le cose importanti che ci si rende conto di quanto fossero importanti.
Non possiamo correre il rischio di perdere una ricchezza così grande.
Oggi è nostro compito tenere sempre alta la guardia!
Persone

Ieri ero a Venezia. Quando si dice la fortuna!
In campo Santa Margherita si inaugurava:
"Persone: Africa, società civile, cambiamento"
Una mostra itinerante attraverso più di 20 città italiane che porterà le 70 facce di africani nelle piazze della Penisola (C'è anche un inserto su Internazionale di questa settimana, con del materiale anche sul bel progetto Libera l'acqua).
La cosa bella è soprattutto incontrare la gente e ieri sera di gente ce n'era parecchia, tutta bella, tutta diversa! Abbiamo ballato, abbiamo riso, abbiamo parlato.
Credo che ora sia un momento in cui è molto importante vedersi, conoscersi, stare gli uni accanto agli altri; perchè se è vero che i problemi sono tanti chiudendoci ognuno a casa nostra, preoccupandoci solo dei nostri problemini contingenti, non li supereremo di certo.
Dove siamo finiti (parte 2)
E' ovvio che penso sia meglio combattere.
Però per me la battaglia si sposta su un piano diverso ora: innanzitutto ho voglia di parlare molto di più con la gente, essere curioso ancora di più riguardo a cosa pensano gli altri. Perchè a me il risultato elettorale ha stupito e molto... dove sono questi milioni di italiani che hanno votato Pdl? E Lega? Non li conosco. Ed invece mi interessa conoscerli, capire cosa vogliono, cosa si aspettano dal futuro. (O io ho solo amici comunisti, oppure la gente vota ma poi si vergogna a dichiarare le sue vere idee.)
Poi la battaglia si sposta, per me, su un piano prettamente culturale. Lo strapotere capitalista è inattaccabile dal singolo. Quindi nel mio piccolo mi prodigherò per far conoscere cose belle a più gente possibile. Così magari le mentalità cambiano. (Penso che se mostri ad uno una cosa bella, una volta, due volte forse dalla terza in poi non si accontenterà più delle pessime cose che ci propinano.)
In questi giorni ho pensato parecchio a cosa dovrò rispondere quando i miei figli mi chiederanno: "Dov'eri quando dilaniavano lo stato sociale? Quando calpestavano i diritti più ovvi?" Almeno potrò dire: "Ci ho provato."
00.54
più forti le verità
perchè il superfluo tace
(è stanco dopo un'intera giornata
in cui ha lavorato).
Ognuno è più solo anche da abbracciato.
Non distinguo i riflessi.
Se volo tutto brilla.
Se striscio scorrono più veloci i pensieri.
Esser stanco diventa
terribilmente poetico. E cado.
Mi fingo me stesso
Parole distanti.
Sole. Bruciano tutto.
Dove spira il vento
Portandosi dietro le mie parole?
Non sapere che cosa
si sente dentro sè
è incapacità
o poca volontà
di introspezione.
Il mio essere disgustoso
vuole forse farmi sentire
traditore anche di me stesso.
Non c'è tempo!
Da 14 anni
Questo schifo di campagna elettorale continua da 14 anni.
Negli ultimi mesi si è solo leggermente intensificata.
In nessuno dei programmi, delle presentazioni pubbliche, dei comizi un candidato ha ancora speso due parole su cosa intende fare per il piano culturale (al collasso) del nostro stremato Paese. Il consenso degli elettori si gioca su altri temi, sul promettere la ricchezza economica, i tagli delle tasse, il Benessere. Questo accade da 14 anni. Da una vita. E niente è cambiato.
Come può un paese rinunciare alla cultura?
Rinunciare a parlare di cultura, a valorizzarla, a impegnarsi nella ricerca vuol dire fermare il Paese.
Si è persa l'idea che la cultura sia uno strumento di potere, sia un valore che fa la differenza (quella che nelle campagne elettorali, in televisioni e giornali è spacciata come cultura sono in realtà lustrini e merchandising).
Per questo è esclusa dalle discussioni. In Italia non esiste un dibattito culturale che sappia coinvolgere la gente (esiste solo ad un livello iperspecializzato che certo non riesce ad accattivare e coinvolgere), mentre la cultura è, e deve continuare ad essere un bene di tutti.