Di quadri, canguri e storie


Non dirò niente di terribilmente nuovo, sia chiaro, ma negli ultimi giorni mi è sorta una riflessione interessante riguardo alle immagini e alle storie che raccontano.

Qualche giorno fa mi è capitato di rivedere, condivisa su Facebook da un'amica, la foto qui sopra, che a dicembre 2014 fece il giro del mondo (originariamente postata su Twitter dall'account Gary Pikovsky @DesignTimes); si vedono alcuni ragazzi di una scolaresca tutti intenti a smanettare i loro smartphone. E fin qui si tratta di una scena quotidiana, basta guardarsi attorno. Il particolare che stona è che dietro di loro campeggia un quadro molto famoso, "La ronda di notte", opera dell'olandese Rembrandt Harmenszoon Van Rijn. Molti commentatori si sono scandalizzati, indignandosi per l'atteggiamento di questi giovinastri di fronte alla Bellezza, rappresentata dal quadro. Massimo Mantellini, qui, disse qualcosa di sensato.
Adesso, a parte che uno può essere interessato o meno ad un quadro, quello che non dovrebbe affatto scandalizzare è che dopotutto l'intera discussione a riguardo di questa foto è nata e si è svolta su internet, quindi attraverso strumenti come smartphone e personal computer, che tutti maneggiamo ormai di continuo.
Quello che è venuto in mente a me è che questa è solo una foto, e testimonia quindi solo un momento della visita di questi ragazzi al Rijksmuseum. Non sappiamo quello che hanno fatto prima e dopo, non conosciamo niente della loro storia, dei loro interessi, di quello che gli passa per la testa. Quindi, a parte che il quadro potrebbero averlo guardato per ore prima e dopo che il fotografo scattasse questa foto, quello che non possiamo sapere è che magari stanno tutti consultando il sito del Rijksmuseum di Amsterdam (molto bello e avantissimo) e utilizzando Google per sapere di più sulle opere esposte... Morale: una sola immagine raramente racconta TUTTA la storia e sarebbe bene coltivare il dubbio rispetto a tutto quello che vediamo.

Una cosa simile è accaduta anche con un'altra recentissima foto che ha fatto il giro dei social.


Un canguro maschio che piange la morte di una femmina di fronte al loro cucciolo?
Un canguro maschio che si accoppia con un canguro femmina morente (causandone la morte)?
Qui, naturalmente, non si tratta solo di tutti gli elementi della "storia" che ci mancano per giudicare cosa significhi realmente questa foto, ma anche di conoscenze rispetto all'emotività (se ne hanno una) e alla vita sociale dei canguri che come uomini non abbiamo. Antropomorfizzarli è roba che solo Walt Disney potrebbe permettersi (ho scoperto ieri il giudizio che Adorno aveva di Disney: "l'uomo più pericoloso d'America").
Comunque, cosa mi riprometto di fare, dunque? Coltivare il dubbio! E voi?

2 commenti:

davide scaini ha detto...

Anche io sono stato al Rijksmuseum e ho smanetattato non poco dato che c'è una bellissima app che ti fa da guida... (cerca su Google play)

Giacomo Trevisan ha detto...

Vedi, ad esempio!