Ricordi inutili


Dimentico moltissime cose e coltivo la velleità che si tratti di un pregio. Ad esempio i nomi, sono una frana coi nomi. Però la memoria ha meccanismi che mi affascinano, anche se non sono affatto uno specialista della materia.
In particolare sono tormentato dall'importanza dei ricordi. Vorrei ricordare più cose, ricordarle più precisamente, ma non mi riesce. Eppure ci sono ricordi totalmente inutili che ho fissi in testa e so che di qui non si smuoveranno mai. Dico ricordi inutili perché non sono sentimenti, non sono momenti fondamentali della mia esistenza, a loro non c'è legato nulla e quando mi affiorano alla mente non mi emoziono. Sono sconcertato dal fatto che nella mia memoria ci sia uno spazio fisso per queste cosine.
Si tratta di due ricordi d'infanzia: il primo, ancora ancora, potrei capire che mi sia rimasto in mente, ma il secondo davvero non so cosa farci.
Iniziamo dal primo: fra i protagonisti non ci sono io, ma ci sono uno dei miei maestri delle elementari e uno dei miei compagni di classe di allora. Ricordo che durante una lezione il maestro fece una ramanzina a questo compagno, contadino e figlio di contadini, perché alla mattina arrivava a scuola sempre spettinato. Non ricordo l'argomento della lezione, ne tutto il contesto della ramanzina, ricordo - solo e molto chiaramente - la frase:

"Una cosa normale, no? Come pettinarsi la mattina prima di uscire di casa, vero Stefano?"

Ecco, finito. Il fatto è che non mi sono spiegare perché mi sia rimasto impigliato fra le memorie, però potrei azzardare (un po' freudianamente) che sono intenerito da questo mio compagno, che ricordo ancora come un bambino molto allegro e con la testa fra le nuvole, semplice.
Il secondo ricordo, invece, mi è totalmente inesplicabile, ed è questo: una pagina del Topolino, metà anni Novanta, quando circa a tre quarti del giornalino dedicavano una sezione all'agenda della settimana, con curiosità e il personaggio del giorno. Beh, non ricordo il giorno, ma ricorderò per sempre la foto di Davide Fontolan che mangia una pesca. Sotto la foto questa frase:

"Buona la frutta, vero Fontolan?"

E mi chiedo: ma perché devo ricordarmi una cosa del genere? Mistero... Cioè, voglio dire, questa è una cosa proprio inutile da ricordarsi, non è niente di niente, eppure...
Sta di fatto che secondo me è una cosa buffissima, benché priva di significato. O forse proprio per questo. Accanto ai ricordi più importanti della mia vita, ci saranno sempre questi ricordi inutili, e so che non si cancelleranno mai.
Ne avete qualcuno anche voi?

Photo Credit: Randy Mora via Compfight cc

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