Bambini in un girotondo

Lei: Cambiati i pantaloni.
Lui: E quali metto? Quelli doppi?
Lei: Come "quelli doppi"?
Lui: Sì quelli con due gambe.

Certo che, se uno li lascia fare, pensieri e idee si mettono in fila da soli, tutti d'accordo, mano nella mano, si guidano a vicenda e uno segue l'altro come bambini in un girotondo! In questo periodo mi si presentano tante suggestioni e tutte collegate tra loro. In particolare c'è un progetto, per me molto importante, che ha a che fare con la memoria del luogo in cui vivo. Una memoria collettiva, quindi; ma la memoria è per prima un fatto personale e ci sono fenomeni che la mettono in crisi.

E così ecco un altro stimolo: l'Alzheimer.
L'Alzheimer è una malattia strana, misteriosa e inspiegabile; mina la logica, la memoria e il concetto stesso di IO. Il dialoghetto con cui ho aperto questo post ne è un piccolo tenero saggio.
Da qualche tempo anche la mia amata nonna mostra alcuni sintomi della malattia, ed ogni giorno parlare con lei è fare un viaggio. Un viaggio nel tempo e nello spazio, perché per lei le cose non sono più (in certi momenti nemmeno lei è più). Si crea una logica "altra" che personalmente mi affascina, nonostante sia triste non potersi scordare che si tratta pur sempre di una malattia.
Fioriscono associazioni mentali come questa sulla doppiezza-singolarità dei pantaloni (quelli "doppi" non soffrono mai di solitudine, credo), gatti e uccellini appaiono e scompaiono sugli alberi, la propria casa diventa un luogo sconosciuto, riempito di ricordi che non appartengono più al loro proprietario.

Proprio sui ricordi ho notato una cosa particolare, che fa intravedere come esistano legami sottilissimi che racchiudono tutta l'umanità in un ordine di corrispondenze universali.
Mia nonna riassume le figure della sua vita in due grandi categorie "maschile" e "femminile". Può parlare con me, raccontarmi qualcosa del passato (o del presente) come se io diventassi, attimo dopo attimo, e fossi contemporaneamente nipote, fratello, padre, zio, figlio... Tutte le figure maschili e femminili della sua vita sono UNA sola UNICA figura riassuntiva del MASCHILE e del FEMMINILE.

Mi dispiace per questa confusione nella sua testa, certo; ma mi sembra anche che sia un'intuizione fondamentale. Siamo tutti insieme bambini in un girotondo.



Photo Credit: ho visto nina volare via Compfight cc

3 commenti:

Paola Lirusso ha detto...

che bel blog...sono Paola del Laf. Jodorowski parla di metagenealogia, ossia come ogni essere del nostro albero ci appartenga e ci costringa a ripetere alcune cose e fatti della vita...credo che tua nonna venga definita ammalata, mentre lei ha fatto un passo verso l'unione di chi la preceduta. In fondo è facile liquidare tutto come malattia, mettere in cassetti controllati e visionati dai soliti noti...Jodorowski ci offre un'altra visione ed è davvero interessante entrarci

Giacomo Trevisan ha detto...

Ciao Paola e grazie mille!
Concordo con te e Jodorowski, però la malattia è pur sempre malattia. Preferirei si potessero avere le stesse percezioni senza viverne i disagi "accessori".
Io, te e Jodorowski ci lasciamo affascinare da questo fenomeno ma siamo pur sempre sani! :)

Paola Lirusso ha detto...

la malattia è di per sè una percezione/cambiamento, comprenderla non è facile, ma possibile. Paola