150# Mani

Quelle mani. Sentivo le sue mani dappertutto. Le adoravo. Erano carezze leggere e furtive con le quali mi sfiorava, mi indagava, mi esplorava, mi frugava. Fuggì col mio cellulare, senza neanche chiedermi il numero. Pensavo fosse amore invece era uno scippatore.

Ritratto dell'artista da [inserire parola]


Mercoledì sera ho visto "Il curioso caso di Benjamin Button", non l'avevo mai visto e m'è piaciuto.
C'è questo personaggio, il capitano Mike Clark, che ad un certo punto racconta a Benjamin un po' della sua vita. Gli racconta di come il suo sogno fosse da sempre quello di essere un artista e di come sia riuscito a realizzarlo. Suo padre aveva cercato di demoralizzarlo affinché rinunciasse alle proprie velleità: il suo posto poteva e doveva essere solo sul "Chelsea", il rimorchiatore della ditta di famiglia.
Allora il capitano Clark ha preso il suo posto a bordo del rimorchiatore, ha amato il suo lavoro, l'ha fatto fino in fondo. Ma mentre lavorava, ha dedicato la vita alla sua passione, all'arte, diventando tatuatore e trasformando non solo se stesso in un artista, ma il suo corpo in un'opera d'arte.
Il capitano Mike dice una cosa bellissima:

"Ora, se vorranno strapparmi la mia arte, dovranno venire a scuoiarmi."

Oggi ho trentun'anni, e questa frase è il mio regalo di compleanno.
Voglio vivere il fatto che essere un artista non vuol dire a tutti i costi essere pagati, essere riconosciuti per la propria opera, ma vivere della propria opera, vivere la propria opera, scegliere solo quello che ci lega al nostro spirito più intimo. E questo vuol dire fare anche ciò che serve a vivere con il piacere e l'amore di farlo, mai come fosse solo un lavoro.
Forse mi farò un tatuaggio, o forse no. Forse diventerò tatuatore.

149# Poker

Nel giro dicevano che da quando lei l'aveva lasciato non giocava più come prima. Era stato un giocatore esperto ed un baro abilissimo, ma ora non cercava più tris, full o poker. Giocava solo con le coppie: coppie sbagliate; re e regina di cuori per lui dovevano stare insieme e non voleva sentir dire che bluffava.

Pixellòve vince all'8° concorso "IlCorto.it"


Un post veloce veloce per condividere una piccola gioia: Pixellòve ha vinto il 1° premio "miglior corto genere Fiction" all'8° Concorso ILCORTO.it 2013! (http://www.ilcorto.eu/)

Il mio più grande grazie va a Marco Fabbro, a tutta la troupe, Davide Lionetti, Gabriele Dominutti, Adriano Forte, Riccardo Peterlunger, Riccardo Calderini, Giacomo Vidoni e Giulio Pasqualin, agli attori Ilaria Pasqualetto, Massimo Cemolani, Carla Venuto e Iman Piccolo.
Un grazie anche all'Amministrazione Comunale e alla città di Lignano Sabbiadoro che ci hanno accolti e coccolati dall'inizio alla fine!

148# Distrazione

Temo di avere qualche problema di distrazione. Il mese scorso, ad esempio, ho lasciato il mio fidanzato ma mi sono completamente dimenticata di avvisarlo! Sì, vedevo che continuava a chiamarmi, a scrivermi e a cercarmi, ma pensavo semplicemente che non riuscisse ancora ad accettare la separazione. Insomma, sarebbe stato comprensibile, no? Invece mi ero proprio scordata di avvisarlo ed ora è al telefono che piange disperato. Certo che è anche vero che ormai è passato un mese, dovrebbe cercare di guardare avanti!

147# Cucinare

Questo è ciò che succede quando perdi troppo tempo a cucinare la cena per il tuo amore. Succede che arriva qualcuno che non sa cucinare e la invita al ristorante.

146# Isola

La nave sulla quale viaggiavamo io e la mia ragazza affondò e noi naufragammo su un'isola deserta. Riuscimmo a sopravvivere in qualche modo, ma fu dura; l'unica cosa confortante era poter affrontare quella situazione insieme. Accendemmo un fuoco per scaldarci, cucinare e difenderci dagli animali feroci, e la sera ci addormentavamo guardandolo. Una volta le dissi: «Sai, a quei test 'cosa porteresti su un'isola deserta?' ho sempre risposto 'la mia ragazza', ma solo ora posso dire: beh, è proprio così, sono felice di essere qui con te.» Lei mi guardò e disse: «Io rispondevo sempre 'una barca'.»