Il progetto TEL di Fanny&Alexander


Andati in scena in prima assoluta fra Napoli e Torino e replicati poi fra Ravenna e Santarcangelo di Romagna (Rimini), T.E.L. e il radiodramma338171, TEL inaugurano il nuovo progetto triennale (2011/2013) di Fanny&Alexander in collaborazione con il centro Tempo Reale, per la drammaturgia di Chiara Lagani e regia, spazio scenico e luci di Luigi de Angelis. Sviluppati a partire da una riflessione sulle opere e sulla figura storica di Lawrence d’Arabia (al secolo Thomas Edward Lawrence), si tratta di due progetti paralleli, prime tappe del percorso. Come già accaduto per il ciclo ispirato ad Oz, un progetto ambizioso e in cui si accumulano sin da subito suggestioni, piani di interpretazione e riflessioni a cavallo fra reale e teatrale.

Kociss


di e con Giovanni dell'Olivo
soggetto e regia Gianni De Luigi
con Ilaria Pasqualetto e Giacomo Trevisan
e con Alvise Seggi (bbasso), Stefano Ottogalli (chitarre), Walter Lucherini (fisarmonica), Jimmy Weinstein (batteria)

KOCISS E' DISPONIBILE ON TOUR!!
Contatti: icaiveneto@yahoo.it

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Kociss è un'opera di teatro canzone. La storia, che si svolge nella Venezia popolare di via Garibaldi, si ispira alla figura del leggendario bandito veneziano soprannominato Kociss. La sua parabola di vita iniziata nei primi anni del dopoguerra dà voce al mondo poco conosciuto del sottoproletariato veneziano, la ricerca di un riscatto dalla povertà sconfina al di fuori della legge conducendo il protagonista alla sua tragica fine.

Kociss nasce da un'idea di Gianni De Luigi che è anche regista ed autore del soggetto. Giovanni Dell'Olivo è autore del testo e sarà protagonista dello spettacolo in veste di cantastorie; ad accompagnarlo Alvise Seggi al contrabbasso, Stefano Ottogalli alle chitarre, Walter Lucherini alla fisarmonica, Jimmy Weinstein alla batteria.

Il testo narrativo è affidato alle voci degli attori dell'Icai Ilaria Pasqualetto e Giacomo Trevisan: il testo è organizzato su due registri narrativi uno soggettivo rivolto direttamente alla figura della madre, l'altro oggettivo e di taglio quasi giornalistico, punto di vista del commissario che per molti anni diede la caccia a Kociss.

A musica e parole faranno da controcanto le tavole originali dell'illustratore Mauro Moretti, eseguite dal vivo ispirate alla vicenda e alle canzoni.

Paura! [2]


- Hai paura?
- Sì.
- E di cosa?
- Del buio.
- Ma nel buio non c'è niente; di cosa hai paura?
- Del buio.

- Chiudi gli occhi.
- Sì.
- Cosa vedi?
- Il buio.
- E hai paura?
- Sì.

Helter Skelter alla routine


Le resistenze dell'abitudine logorano il pensiero. Mi sto abituando ad essere come sono e non va affatto bene; impantanato nella routine inutile: stesse promesse, stesse trasgressioni, stessi pentimenti. E si ricomincia, è lunedì.
Quasi sempre rubo le parole agli altri. E' un processo di composizione.
Gran frammentazione dell'attenzione, in tutti i settori. Frammentazione dei contenuti, spezzettamento, dispersione.
Pensare a casaccio, parlare allo stesso modo e scrivere di conseguenza.
Ma non è quanto di meglio si possa sperare dal corso della contemporaneità? Tanti pezzettini, nel tentativo di dare un'idea il più possibile unitaria. Dai piccolissimi pezzi nasce il quadro. Qualche bel sorriso di circostanza a completare il paesaggio umano.
No, bisogna cancellare i sorrisi beoti. Bisogna ritrovare un senso. E se è andato perso, ricostruirlo. Ecco il nostro compito. Ecco il compito di chi ha una voce. Ci sono ancora parole che ha senso usare, frasi che è giusto inventare, azioni da portare avanti.
Pace. Giustizia. Onestà. Libertà. Amore.
Sembra che il tempo abbia aumentato il ritmo e io mi ci sia trovato in mezzo. Eppure ci deve essere un modo di entrare nel tempo senza scendere a patti con esso!
Un giro di giostra, solo un giro di giostra, chiarirebbe le idee a tutti.

Silvio li ama

Silvio li ama. Silvio li ama tutti. Non fa differenze perché tutti sono ugualmente cari al suo cuore. Silvio li ama quando gli permettono di fare quello che vuole lui solo. Li ama quando lo fanno sentire importante. Anzi, li ama proprio perché lo fanno sentire importante. Non lo contraddicono mai e sono sempre pronti. Li ama perché ogni giorno se ne aggiungono di più. E ciascuno di loro ne porta altri di nuovi. Silvio li ama quando pensa a loro. Non riesce realmente a pensarli tutti insieme, sono davvero tantissimi, ma realizzare nella sua mente una qualche immagine – seppur vaga – della loro enorme quantità lo fa sentire bene, gli scalda il cuore, lo solleva da terra di qualche centimetro. Sono davvero tanti. E sono tutti suoi, di nessun altro, tutti suoi. Può farne quello che vuole. Ed è quello che fa almeno in tre modi diversi:
a) alcuni li usa per ottenerne altri
b) altri li usa per consolidare la sua posizione
c) altri ancora per togliere di mezzo eventuali ostacoli alla realizzazione dei primi due punti.
Ci sono momenti che si commuove a pensare a quando erano meno, quando lui era ancora agli inizi e le cose parevano più difficili. Bisognava contare su ognuno di loro, crederci davvero. E questo aveva fatto. Silvio li ama quando li tiene in pugno. Li ama uno ad uno e tutti insieme. Li ama quando vede qualcuno che ne ha di meno. Li ama quando li guarda riposare. Li ama quando gli ricordano quanti ne ha. Li ama sempre.
Silvio ama i soldi.